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Controlla se il tuo sito ha qualcosa che non va

Con oltre un miliardo e 700 milioni di persone su Facebook, avere un semplice sito vetrina è un peccato capitale

Per un sito aziendale avere traffico è molto importante. Nel 2017, con oltre un miliardo e 700 milioni di persone su Facebook, disporre di un semplice sito vetrina è una sorta di peccato capitale.

La verità è che però il traffico fine a sé stesso ha le stesse proprietà del traffico pari a zero: non serve a nulla se non converte in richieste di contatti o in un aumento delle vendite.

Una conversione, nel linguaggio del web marketing, è il compimento di un’azione desiderata. Aumentare le conversioni significa dunque aumentare il numero delle visite che completano un’azione, che può essere la sottoscrizione di un modulo di contatti, una prenotazione, un ordine.

Convertire una visita in contatto non è semplice: per questo è nata una disciplina come la “lead generation”, legata strettamente all’inbound marketing, il cui scopo è appunto quello di generare contatti dal traffico.

Alla radice il traffico è spurio: le persone provengono da più canali, ma spesso senza alcuna direzione. Per veicolarle all’interno del sito e fare in modo che “convertano” nelle azioni da noi desiderate, dobbiamo evitare di commettere degli errori.

Spesso un sito che non converte, nonostante l’enorme mole di traffico, presenta questo genere di errori.

1. La navigazione del sito è confusionaria o contorta e l’utente non riesce a trovare ciò che stava cercando. Il sito non dispone di una mappa dei contenuti coerente.

2. Nel sito mancano delle call-to-action. Le call-to-action sono dei “richiami” che spingono l’utente a compiere una determinata azione, cioè a trasformarsi in traffico convertito. Spesso sono rappresentate da bottoni, banner, link testuali. In generale sono un vinto a fare qualcosa. In mancanza di esse l’utente non è motivato. Può anche succedere che le call-to-action siano sbagliate e non siano in linea con quanto l’utente si aspettava.

3. Il traffico di qualità che “converte” spesso si basa sul contenuto qualificato. Non è un caso che il web marketing di successo privilegi il contenuto di qualità. Occorre verificare se esso sia presente, se i contenuti che portano traffico non siano troppo generici o non finiscano per confondere l’utente. Va sempre considerato che quando desideriamo che l’utente compia un’azione, questa deve riflettersi nel testo che leggerà, che non può essere troppo distante “emotivamente” da quanto stiamo chiedendo. Altrimenti si genererà della frustrazione.

4. Il tuo sito fa una pessima impressione: è vecchio oppure organizzato molto male. Non solo il menù, come detto nel punto 1, ma anche in relazione al design. Possono esserci immagini che confondono, scritte inadatte al messaggio che dobbiamo veicolare, call-to-action troppo aggressive, pesantezza nello scaricamento, lentezza, scarso appeal commerciale.

5. Il sito non è adatto alla tecnologia mobile mentre la maggior parte del traffico proviene da dispositivi di questo tipo. In questo caso gli utenti potrebbero non visualizzare correttamente i banner o la call-to-action e il messaggio risultare invisibile.

6. Il sito manca di ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) per cui il traffico che arriva non è in linea con quello desiderato.

7. Il sito pur ottimizzato sta ricevendo traffico da fonti troppo generiche oppure da parole chiavi non di nicchia, che non hanno – nello specifico – alcun legame con la call-to-action.

8. Il prodotto o il servizio che vendi viene presentato in modo anomalo, reticente, poco trasparente. In generale, l’utente non capisce cosa gli stai proponendo quando clicca sulla call-to-action.

9. La landing page (la pagina di destinazione che riceve il traffico da convertire) ha un messaggio equivoco, confuso, troppo lungo, che non agisce su alcuna leva psicologica e non induce l’utente ad andare oltre.

10. In un e-commerce e in tutti quei siti nei quali mostrare il prodotto è fondamentale, la mancanza di immagini di qualità può scoraggiare l’utente dall’acquisto.

11. Mancano video, guide, tutorial documenti che possono aiutare l’utente a prendere decisioni. Spesso negli e-commerce e nelle landing page mancano recensioni o testimonianze che l’utente a prendere una decisione.

12. I testi delle landing page o delle pagine non sono sufficientemente persuasivi. Per ovviare a questo problema devi rispettare i principi della persuasione: la scarsità, la reciprocità, l’autorevolezza, la coerenza, la riprova sociale e la simpatia.

13. Non si utilizzano strumenti di misurazione del traffico che consentano di rilevare i flussi e verificare come si comportano gli utenti una volta entrati nel sito.

14. Negli e-commerce e nei siti dove è richiesta un’azione come il pagamento, la prenotazione, l’aggiunta al carrello i processi sono confusionari o poco trasparenti.

15. Il sito è generico, non affidabile, poco trasparente: non dice nulla dell’azienda o su cosa si fa. I testi presenti non sono rivolti al pubblico, ma sono fatti per sé stessi.

In presenza di questi problemi è sicuro al 100% che ci saranno dei tassi di conversione molto bassi. Il punto in comune che li mette tutti d’accordo è la scarsa affidabilità del sito, che manca di quella trasparenza nella comunicazione che renda evidenti i prodotti e i servizi offerti.

Nel nostro lavoro spesso abbiamo a che fare con siti aziendali che dicono tutto, tranne ciò che veramente serve all’utente. Il risultato è un tasso di conversione prossimo allo zero e uno spreco di traffico che potrebbero essere corretti adottando delle giuste azioni di inbound marketing.

www.pepyta.com

Pietro Soddu
Senior SEO Expert

Redazione | 4 dic 2017 11:25

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