Accedi
Guarda il videoCommenti 1

Occhio alla neve, quest'anno uccide

Tomas Alfredson ha consegnato alla celluloide il romanzo di Jo Nesbo, "L'uomo di neve", con risultati... argentiani - GUARDA IL TRAILER

Tornerà la neve e lui tornerà a uccidere. L'ha già fatto un'altra volta, nove anni fa. L'orrore ritorna, soprattutto quando le sue radici affondano in traumi lontani nel tempo. Lo sa bene Dario Argento, al quale questa pellicola sembra quasi dedicata. L'arma del delitto è identica a quella di "Trauma" e la tematica del passato che ritorna col suo carico di inaudita e truculenta violenza richiama al Maestro che col suo "Profondo rosso" ha toccato vette difficilmente raggiungibili da un lungometraggio in salsa giallo-horror.

Siamo in una Norvegia dai paesaggi degni de "Il senso di Smilla per la neve" e dopo la prima spolverata di coltre bianca, un assassino riemerso dal passato colora di rosso sangue Oslo, anche se tutto cominciò a Bergen, un giorno di tanti anni fa. A cadere sotto la sua furia sono povere donne, manco fosse il Buffalo Bill de "Il silenzio degli innocenti". Ma qui non si cammina sul filo che divide misoginia da desiderio come ai tempi del primo capitolo della saga di Hannibal Lecter. Qui il discorso è più complicato, qui la ricerca del colpevole è un certosino esercizio di pazienza e investigazione dello spettatore.

Volti noti al pubblico non mancano, come un Val Kilmer ormai spogliato del suo fascino da macho e un J.K. Simmons che abbandona per la circostanza i panni da tutore della legge di "Law and Order" e "Closer" e veste invece quelli di un viscido filantropo. Ma la forza del film non sono loro e neanche il resto del cast: è nella sceneggiatura e nelle sue sfumature, nel viaggio in cui Tomas Alfredson (che ha curato questa trasposizione cinematografica del romanzo di Jo Nesbo) accompagna lo spettatore. Dopo l'inizio lento ma non noioso, una scena splatter squarcia il film, fa da spartiacque e da lì via è una doppia indagine: quella portata avanti dal protagonista e da chi è adagiato sulla poltroncina della sala.

Chiudo con una considerazione del mio compagno d'avventura in questa visione, avvenuta al Forum di Bellinzona in una seconda serata di un venerdì autunnale dal freddo già pungente. Il riferimento è al collega ma soprattutto amico Mauro Antonini, argentiano come me, che in procinto di abbandonare la sala 2 sentenzia: "Sui titoli di coda potrebbe tranquillamente comparire che il film è stato girato da Dario Argento".

CaSco

CaSco | 4 nov 2017 23:14

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'