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Matteo Del Monte, il flautista con la passione per il mangiar bene

La storia del mese

Piacere! Sono Matteo, flautista, di origine romana, amante del mangiar bene ed in particolare della cucina italiana, appassionato di letteratura filosofica e di tennis – anche se non lo posso praticare perché è uno degli sport che fisicamente fa più male per un musicista – e di musica leggera italiana.
Ho letteralmente la musica nel sangue: mio padre è trombettista e docente di conservatorio e quando – per caso – per la prima volta ho preso in mano il flauto traverso a undici anni, è stato amore a prima vista.
Una delle figure più importanti della mia vita da musicista è Angelo Persichilli, ex primo flauto dell’Accademia Italiana del Flauto e mio maestro fino al diploma con massimo dei voti e lode al Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone; successivamente ho studiato a Roma all’Accademia Nazionale di S. Cecilia sotto la guida di Andrea Oliva. Quest’anno ho conseguito il Master of Arts in Music Performance al Conservatorio della Svizzera italiana ed ora ho iniziato il mio secondo Master, sempre qui a Lugano, in Specialized Music Performance nella classe di Felix Renggli.
Il mio sogno nel cassetto è quello di suonare in orchestra. Nonostante stia seguendo un percorso di perfezionamento solistico, sono consapevole che una carriera eminentemente in questa direzione è molto difficile per un flautista perché, a differenza di altri strumenti come il violoncello o il pianoforte ad esempio, la letteratura del flauto è molto meno ampia. Sono convinto però che le caratteristiche di un solista devono spiccare anche in un primo flauto d’orchestra o in un flauto di fila e, dal momento che il mio percorso mi ha portato a collaborare con molte orchestre, ho deciso di intraprendere anche questa sfida.
Sono molto legato alla mia terra, soprattutto se si parla di cucina, ma mi rendo conto che fare musica in modo professionale al giorno d’oggi implica necessariamente essere flessibili negli spostamenti – spesso anche molto lontano da casa - per sostenere audizioni e fare concerti. Molte volte è difficile e si vorrebbe un po’ più stabilità, ma sono convinto che un buon piatto di cibo aiuti moltissimo nei momenti di maggiore sconforto!

Red. Online | 21 dic 2016 15:39