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Saper improvvisare è importante

Intervista a Franco Ambrosetti, trombettista e compositore svizzero

Martedì 6 dicembre in occasione del Big Band Concert diretto da Gabriele Comeglio, Franco Ambrosetti si è esibito in qualità di special guest al filicorno di fronte ad un’Aula Magna gremita di pubblico.
I lunghi e calorosi applausi sono la prova del grande apprezzamento verso questo musicista, nativo luganese e figlio d’arte, al quale abbiamo posto qualche domanda sull’esperienza con gli studenti del Conservatorio della Svizzera italiana.
Il risultato ottenuto dopo aver lavorato con l’Ensemble strumentale del Conservatorio è in linea con le aspettative che si era creato?
Direi anche migliore di quanto mi fossi prefissato! Frequento il Conservatorio da molti anni, già dai tempi di Armin Brenner, quando ero presidente della SMUM, e devo dire che sono rimasto piacevolmente stupito del livello di questi ragazzi. Sapendo del rigore e delle rigide regole del mondo classico, mi aspettavo meno coinvolgimento e meno preparazione nell’affrontare un repertorio jazzistico che – al contrario – si fonda sull’improvvisazione; mi ha sorpreso con quanto entusiasmo e passione questi giovani musicisti abbiano affrontato la sfida, arrivando a raggiungere anche i suoni pieni e pastosi propri del jazz.
Nel mondo di oggi, quanto è importante per un musicista classico sconfinare verso altre sonorità?
Nella musica, così come nella vita in generale, direi che più si sa e meglio è. Più un musicista è colto e meglio sa esprimersi, e ciò sicuramente lo rende competitivo in un mondo ormai saturo, come lo è quello musicale.
Che consiglio darebbe ad un giovane musicista che intende intraprendere la carriera professionale?
Come accennavo, oggi la concorrenza è molto alta rispetto a quando ero io nella situazione di fare questa scelta. La probabilità di fare Carriera – con la C maiuscola – si è abbassata tanto e, ricollegandomi al discorso precedente, è importante per un musicista classico saper improvvisare; da un lato apre la mente e dall’altro dà la possibilità di essere preparati per affrontare sfide diverse. Inoltre i compositori contemporanei tendono sempre più ad includere nelle nuove opere parti di improvvisazione, perché la musica non è più solo interpretazione ma creazione.

Red. Online | 21 dic 2016 15:28