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Ritorno all’origine

Editoriale a cura di Roberto Valtancoli, Produttore 900presente

In principio, capitanati da Giorgio Bernasconi (CSI) e Carlo Piccardi (RSI), fu “NOVECENTO passato e presente”, il cui nome si è contratto negli anni in “Novecento e presente” per approdare, con l’avvento dell’era SMS, ad un lapidario “900presente”.

Nel frattempo nel 2010 nacque LuganoModern, officina delle nuove tendenze creative nelle diverse arti con eventi già presenti nel luganese. Un mantello apprezzato dal pubblico, locale e turistico, che trovava sotto mano e con un colpo d’occhio tutto quanto di significativo in ambito contemporaneo o del 900 veniva proposto in regione, dal Conservatorio, Oggimusica, Swiss Chamber Concerts, Lugano in Scena, Lugano Musica, OSI, Dicastero Giovani etc. e creando anche contaminazioni sorprendenti e migrazioni trasversali dei diversi pubblici.
Dalla nuova stagione 2016/17 LuganoModern è sparita. Con un click, asfaltati 5 anni di investimento nel brand e nella riconoscibilità della Stagione mantello voluta dalla Città stessa, che evidentemente ha scelto nuove linee di politica culturale.

Abbiamo preso atto e siamo ritornati più determinati che mai all’origine, proponendo al nostro pubblico, che ormai da un ventennio segue con entusiasmo questa stagione – unica in tutta la regione insubrica – una nuova programmazione, i cui contenuti, voluti dal direttore artistico Arturo Tamayo, prevedono un filo rosso intrecciato al teatro musicale ed alla narrazione. In programma molti spunti: dal Pierrot di Schoenberg, alle poesie di Anna Achmatova di Kurtàg, dalla grandiosa prima assoluta sulle reminiscenze fanciullesche di un vecchio Gaudì con Gilberto Isella e José María Sánchez-Verdú – con la pregiata collaborazione del Settore Prosa RSI di Francesca Giorzi – agli albori della musica elettronica americana, per finire con l’immaginifico mondo incantato di Manuel de Falla e del don Quijote de la Mancha.

Tutti i concerti sono co-prodotti e registrati da RSI Rete Due.

Ricordo l’appuntamento con il primo concerto, domenica 20 novembre alle 17.30 all’Auditorio Stelio Molto RSI con “Pierrot”. Apriamo la nuova stagione con Arnold Schoenberg, padre della dodecafonia e punto di riferimento della seconda scuola di Vienna. I due grandi lavori in programma precedono il periodo dodecafonico: “Pierrot Lunaire” ed “Erwartung”; accomunati dalla presenza della voce femminile, sono due opere fondamentali del teatro musicale del primo 900.

In questa stagione, inoltre, 900presente dedica piccoli ma significativi omaggi ad apertura dei concerti ad una delle figure centrali della musica del ventesimo secolo, Pierre Boulez, recentemente scomparso. Ha quindi senso aprire questo mini-ciclo con “Mémoriale”, un piccolo canto funebre da lui composto nel 1985.

Mi piace concludere ricordando le parole che Giorgio Bernasconi scrisse per la brochure del lontano 2009 rivolgendosi alle giovani generazioni, quasi come fosse un proprio testamento spirituale:
“Se si vuole appartenere al proprio tempo, fatto non soltanto di Internet, iPhone, MP3 e quant’altro, come ignorare la musica e l’arte di oggi?”.

Red. Online | 8 nov 2016 14:30