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AIL per la protezione delle acque

AIL SA ha introdotto nuove tecnologie regolamentate dalla legge per la protezione delle acque

Quale azienda multi servizio, attiva nei settori energetici e dell’acqua, le AIL SA hanno il dovere di prestare la massima attenzione al coordinamento di tutte le attività svolte per ogni singolo settore, al fine di offrire al cliente un prodotto di alta qualità. È fondamentale la gestione delle reti e la manutenzione di tutti gli impianti per trasportare l’acqua potabile, l’elettricità e il gas naturale dal produttore al consumatore, integrando in maniera ottimale i tre servizi in ambiti a prima vista non sempre conciliabili. Ne è un esempio la protezione delle acque.

Cosa si intende con zone di protezione delle acque?
Il concetto si basa sulla definizione delle zone di protezione: si tratta dello strumento di pianificazione per garantire la tutela delle acque sotterranee utilizzate per le captazioni di interesse pubblico tra cui la distribuzione di acqua potabile. Di fatto all’interno di queste zone la possibilità di svolgere attività ed interventi sul territorio è molto limitata.
Esistono tre tipologie di zone di protezione:
 - zona di captazione S1, dove sono ammessi esclusivamente interventi finalizzati all’approvvigionamento di acqua potabile;
 - zona di protezione adiacente S2, dove è vietato lo spandimento di liquame, l’infiltrazione di acque di scarico e la costruzione di impianti, non finalizzati allo sfruttamento delle acque;
 - zona di protezione distante S3, dove non sono ammesse attività industriali potenzialmente pericolose per le acque sotterranee ed è vietato far infiltrare acque di scarico ed estrarre ghiaia.

Cosa comporta per le AIL SA?
A seguito di queste normative, la presenza dei trasformatori isolati a olio non è più tollerata nelle zone di protezione S1 ed S2. In alternativa allo spostamento della cabina al di fuori delle suddette zone esisteva fino a qualche anno fa solo la possibilità di utilizzare dei trasformatori a secco, che, come vedremo in seguito, creavano una serie di problemi.

Che caratteristiche ha un trasformatore a secco?
Questo tipo di trasformatore, l’unico tuttora ammesso per le zone S1, presenta alcuni svantaggi, in particolare: la carcassa resta sotto tensione, costituendo un pericolo per il personale che opera nelle immediate vicinanze, le perdite elettriche sono maggiori rispetto ad un trasformatore isolato ad olio, il suo costo è più elevato e necessita di una maggiore areazione per il raffreddamento.

Quale nuova soluzione è stata introdotta dalle AIL SA per ovviare a questi problemi?
Le AIL SA si sono fatte promotrici a livello nazionale di una nuova tecnologia per poter risanare le cabine situate nelle zone S2, soluzione che è stata approvata dall’ispettorato federale per gli impianti a corrente forte: stiamo parlando dei trasformatori con olio biologico e biodegradabile. Risulta così possibile procedere ai lavori di rinnovamento senza dover cambiare ubicazione alle cabine o adottare un trasformatore a secco, riducendo in questo modo notevolmente i costi di ristrutturazione dei vecchi impianti. Le cabine presenti in queste particolari zone sono infatti indispensabili per poter alimentare l’acquedotto con l’elettricità necessaria al suo buon funzionamento.

Quali vantaggi per il territorio?
Le AIL SA sono sempre estremamente attente alle questioni ecologiche e al rispetto del territorio. Negli ultimi 2-3 anni sono state di fatto rinnovate circa 12 cabine in queste zone e tutti gli interventi, per mantenere efficiente lo stato delle reti e delle strutture, si sono finalizzati ad un miglioramento dell’aspetto paesaggistico e ad una diminuzione dell’impatto sull’ambiente. A questo scopo è fondamentale la ricerca di nuove tecnologie e nuove metodologie che, in alcuni casi, hanno reso l’azienda luganese anche un precursore nella loro applicazione a livello nazionale.
Infoaziende | 4 lug 2012 16:03