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Medicina preventiva: capitolo 6

L’intento è quello di far comprende il ruolo che le abitudini di vita, l’alimentazione, i comportamenti voluttuari e gli inquinanti ambientali hanno sulla nostra salute

Tutto questo non esaurisce l’intricato ambito della medicina preventiva ma lo sfiora solamente, basti pensare che mi sono limitato ai principali capitoli della prevenzione dell’adulto senza discutere quella dei bambini, degli anziani e delle donne incinte. L’intento è quello di far comprende il ruolo che le abitudini di vita, l’alimentazione, i comportamenti voluttuari e gli inquinanti ambientali hanno sulla nostra salute, la loro capacità di farci ammalare e di ridurre la qualità e la durata della nostra vita. Si tratta di uno dei fondamenti della medicina che ha l’intento di individuare i comportamenti a rischio e definire gli elementi ambientali capaci di creare un terreno fertile per lo sviluppo di una malattia e quindi rimuovere i primi, eliminare i secondi o eventualmente intervenire con cure o terapia così da ridurre la diffusione di quella malattia nella comunità.

Nella prevenzione delle malattie un compito determinante spetta alle autorità sanitarie che devono educare, controllare ed individuare le fonti di rischio, il legislatore che deve creare le condizioni pubbliche più consone e le autorità che devono sorvegliare che questo accada secondo regole adeguate ma, senza nulla togliere al ruolo essenziale di costoro, gli attori principali rimangono il singolo individuo ed il suo medico di fiducia, l’uno con la sincerità della sua storia l’altro con la sapienza. La scienza ci dice quali sono gli elementi di rischio, il modo con cui esprimono la loro tossicità e quale è il loro impatto nella società e nel singolo mentre il curante, forte di tali conoscenze, deve usare tutta la sua professionalità e la sua empatia per adattarle alla realtà biologica, sociale e culturale del suo paziente.

Quindi il sistema della prevenzione è assai ampio e non privo di complessità. È ampio perché tale è la materia, complesso perché è difficile individuare certi elementi di rischio di cui taluni pazienti non sanno di essere afflitti o che non reputano neppure un pericolo. Il compito del medico è individuarli, rendere partecipe il malato della loro esistenza, stimare la loro pericolosità e quindi motivarlo in modo da modificarli efficacemente. Da parte sua il paziente deve affidarsi al curante, raccontargli senza timori o remore i dettagli della propria vita e lasciarsi guidare dalle sue conoscenze per cercare di assumere i provvedimenti più adeguati per migliorare la propria salute. Si tratta di un percorso lungo, spesso non semplice, fatto di vittorie e sconfitte ma che medico e paziente compiono insieme.

Il curante deve considerare lo stato del malato, il sesso, l’età, il profilo di rischio, le abitudini, la familiarità e l’aspettanza di vita raccomandargli le misure preventive a lui potenzialmente benefiche sconsigliandogli gli interventi ed i test inappropriati. Lo scopo è migliorare la qualità della sua vita e la sua longevità mentre tutto quello che esula tale scopo è inutile, controindicato e sconsigliabile. La medicina preventiva quindi non è uno strumento da usare in modo indiscriminato ma da adattare con sensatezza al caso specifico ed è solo la conoscenza del paziente da parte del curante e la relazione di confidenza e fiducia del paziente con lui che consento di trarre il massimo beneficio riuscendo ad individuare gli strumenti preventivi più consoni a quel malato evitandogli esami e cure inutili e rischiosi e risparmiando oneri e costi immotivati.

 

Dr. med. Massimo Odorico
Specialista FMH medicina interna generale
Centromedico
Piazzale della Stazione
6900 Lugano

In Salute | 21 dic 2015 07:00

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