Accedi
Commenti

Medicina preventiva: capitolo 5

La prevenzione attraverso le vaccinazioni

Vaccinazioni: uno dei pilastri della medicina preventiva è la immunoterapia che previene alcune gravi e talvolta mortali malattie sia virali che batteriche. Vi sono due tipi principali sistemi di immunizzazione. L’immunizzazione attiva, più nota come vaccinazione, si basa sulla somministrazione di preparati che stimolano le cellule del sistema immunitario (linfociti T e linfociti B) inducendo in loro una memoria duratura verso quel patogeno. Allorché l’organismo entra nuovamente in contatto con esso le cellule immunizzate lo riconoscono attivando la produzione di anticorpi che aggrediscono il patogeno e l’eliminano evitando la malattia. I vaccini sono ottenuti a partire da estratti del microorganismo, virus o batteri, che possono essere viventi, ma con aggressività attenuata, oppure uccisi. Entrambi non possono causare la malattia ma mantengono intatta la capacità di stimolare il sistema immunitario. I vaccini raccomandati per gli adulti sono quelli verso il pneumococco (battere responsabile di polmoniti e consigliato in tutti i malati cronici e negli immunocompromessi), il virus dell’influenza, dell’epatite A e B, del morbillo, della rosolia e della pertosse, del tetano, della varicella e della meningite. Le vaccinazioni cominciano nell’infanzia e nel corso della vita si deve rivalutare lo stato vaccinale e procedere ai richiami ossia alla somministrazione di vaccini con l’intento di rianimare la memoria immunologica attenuatasi col passare del tempo. Uno dei vaccini di più recente introduzione è quello verso il papilloma virus umano da somministrare nelle ragazze prima dell’inizio dell’attività sessuale e negli adulati in base alla valutazione del rischio.

L’immunizzazione passiva non crea una memoria ma comporta la somministrazione endovenosa o intramuscolare degli anticorpi che guidano le cellule del sistema immunitario alla distruzione del patogeno. Si tratta di una immunità limitata e transitoria, è indicata successivamente alla esposizione di malattie potenzialmente gravi come tetano, rabbia, epatite A. nel caso in cui il rischio di malattia è elevato e l’immunizzazione attiva non praticabile.

La vaccinazione è una pratica sicura che solo raramente causa di effetti collaterali. Generalmente sono di minore gravità, possono causare febbre, orticaria, mialgie, artralgie o reazioni locale nella sede dell’iniezione. Tali reazioni avverse non sono gravi e non sono considerate una contrindicazione alla vaccinazione. Possono anche causare effetti collaterali gravi prevalentemente di tipo allergico ma sono rare se non eccezionali.

Malattia a trasmissione sessuale (MST) ed ematica: tra le malattie che possono essere evitate attuando delle semplici misure di prevenzione vi sono quelle a trasmissione sessuale o ematica. La migliore strategia per prevenirle lo screening, la diagnosi e la cura sistematica non solo dei pazienti ma anche dei loro partner sessuali per troncare il contagio. Importante è la raccolta della storia sessuale del malato ed una attenta e scrupolosa consulenza sui comportamenti a rischio. Verificare sempre il consumo di sostanze che determinano una disinibizione sessuale. Tra i fattori che espongono al rischio di malattie a trasmissione sessuale rammento: residenza in aree urbane; nuovo partner sessuale o multipli partner sessuali; precedenti MST; uso di droghe; rapporti con prostitute; vittime di violenza sessuale.

  • Clamidia: è consigliato un controllo annuale per tutte le donne sessualmente attive con età ≤25 anni, se >25 anni solo in presenza di fattori di rischio (nuovo partner negli ultimi 60 gg; più di un partner; uso incostante di preservativo; storia di precedenti malattie sessuali). Lo screening è consigliato anche negli uomini a rischio (HIV positivi; tutti coloro che si sottopongono a consulenza per sospetta malattie sessualmente trasmessa; negli uomini con meno di 40 anni malati di infezione delle vie urinarie; militari con età inferiore a 30 anni; detenuti)
  • Gonorrea: lo screening annuale è consigliato nelle donne ad alto rischio, incluso tutte le donne sessualmente attive di età minore 25 anni o con uso incostante di preservativo, molteplici partner sessuali o partner sessuale con molteplici partner.
  • Epatite B: la ricerca della epatite B deve essere eseguita di routine in tutti i pazienti con aumento cronico delle transaminasi (GOT, GPT), negli immunocompromessi o in coloro che devono fare una terapia con immunosoppressori. In tutte le donne gravide, nei malati con infezione da HIV o HCV, nei pazienti provenienti da paesi in cui la malattia è endemica, in coloro che hanno più partner sessuali e nei detenuti.
  • Epatite C: deve essere ricercata in tutti gli adulti nati prima del 1965 ed in tutti colore esposti al rischio di contagio. In gravidanza, se uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa o intravasale, chi ha ricevuto organi o sangue prima del 1992 o successivamente se il donatore è noto per infezione da HCV, chi ha ricevuto una puntura accidentale con ago o strumento contaminato da liquidi organici o in seguito ad esposizioni a liquidi biologici, partner sessuale infetto, epatopatia cronica, emodialisi, infezione da HIV.
  • Infezione da HIV: esame di routine nei pazienti sessualmente attivi con meno di 75 anni.
  • Sifilide: deve essere ricercata in tutti coloro che hanno un comportamento sessuale a rischio o con partner ignoti, con prostitute, tutti quelli che hanno una malattia sessualmente trasmessa.

Osteoporosi: la sua ricerca è indicata in tutte le donne con menopausa precoce, nelle donne di età> 65 anni, nelle vittime di fratture soprattutto senza una causa palese, se terapie prolungate con cortisone, familiarità per frattura dell’anca, basso indice di massa corporea, fumo di sigaretta, consumo eccessivo di alcol, artrite reumatoide, malattie croniche del fegato, malassorbimento o malattie infiammatorie croniche. Negli uomini che seguono una terapia di deprivazione di androgeni come nel caso di tumori della prostata, nel caso di ipogonadismo o iperfunzione delle paratiroidi.

 

Dr. med. Massimo Odorico
Specialista FMH medicina interna generale
Centromedico
Piazzale della Stazione
6900 Lugano

In Salute | 7 dic 2015 07:00

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'