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Medicina preventiva: capitolo 4

La prevenzione delle malattie oncologiche

Prevenzione dei tumori

Le malattie oncologiche costituiscono con quelle cardiovascolari la principale causa di morte, malattia ed invalidità e nella loro prevenzione vi sono delle misure tanto semplici quanto efficaci:

  • Abbandonare il consumo di tabacco: si stima che nel mondo più del 20% delle morti totali per cancro siano causate dal fumo. Circa metà dei fumatori muore a causa di malattie legate al fumo che è direttamente coinvolto nell’origine dei tumori di polmoni, bocca, naso, faringe, laringe, esofago, stomaco, grosso intestino, colecisti, pancreas e vescica. Ogni fumatore adulto perde approssimativamente 13 anni di vita a causa del fumo. Una misura cruciale della medicina preventiva è la promozione della sospensione del fumo e soprattutto la diminuzione del tabagismo tra i giovani.
  • Mantenersi fisicamente attivi
  • Evitare il sovrappeso corporeo
  • Dieta: deve essere ricca di frutta, verdure, frumento e povera di grassi saturi
  • Limitare il consumo di alcol
  • Proteggersi da malattie a trasmissione sessuale
  • Evitare l’eccessiva esposizione solare
  • Sottoporsi con regolarità agli esami di screening (carcinoma del colon, dell’utero, della mammella)

Carcinoma mammario e ovarico: tipico tumore delle donne che non manca di colpire l’uomo. I principali fattori di rischio sono la familiarità (fattore genetico), l’età e l’esposizione agli ormoni estrogenici.

  • La prevenzione si basa sulla analisi della storia familiare indagando sia la linea materna che quella paterna, verificando il grado di parentela (primo o secondo grado) e definendo se la malattia è esordita prima dei 40, tra i 40 e i 50 o oltre i 50 anni, se la malattia era mono o bilaterale o se ha colpito uno o più collaterali.
  • La mammografia è l’esame di screening che deve essere discusso caso per caso dallo specialista tra i 40 ed i 50 aa mentre oltre i 50 aa è consigliabile facendo sempre precedere l’esame da una consulenza ginecologica in cui sono discussi i vantaggi dell’esame ed i suoi i rischi. Superati i 70 anni lo screening va discusso singolarmente in base allo stato biologico della malata.
  • È auspicabile che la palpazione del seno sia eseguita da uno specialista. La autopalpazione è utile previa educazione della paziente.
  • In situazioni definite esiste lo screening genetico ma si tratta di pratiche specialistiche utilizzate in casi mirati.

Carcinoma del collo dell’utero: lo screening è raccomandato nelle donne immunocompetenti e senza infezione da HIV a partire dai 21 anni fino a 65. Se lo screening è sempre stato fatto adeguatamente, è sempre rimasto negativo e non sono apparsi ulteriori elementi di rischio superati i 65 anni lo screening può essere sospeso, se invece vi sono delle lacune nello screening va proseguito fino a 70-75 anni.

Lo screening si basa sul “PAP test” che andrà ripetuto ogni 3 anni. Recentemente è stato proposto, come screening aggiuntivo, la ricerca del papilloma virus che è uno dei principali fattori causali della malattia.

Carcinoma ovarico: la sua frequenza aumenta con l’età, è più frequente dopo la menopausa ma l’elemento determinante è quello genetico quindi eseguire una scrupolosa analisi della storia familiare ed individuare le pazienti ad alto rischio. Quelle ad alto rischio possono essere sottoposte ad analisi genetiche.

Carcinoma del colon: anche per questa malattia il rischio è l’elemento determinante nel causare non solo l’esordio della malattia ma anche la sua precocità. In assenza di fattori di rischio è raccomandato eseguire una colonscopia a partire dall’età di 50 anni e, se normale, ripeterla dopo 10 anni fino al compimento di 75-85 anni poi sospenderla. Un’unica colonscopia o sigmoidoscopia a 83-84 anni se mai eseguita in precedenza. Allorché l’esame di screening risultasse anomalo non si attenderanno 10 anni per ripeterlo ma andrà anticipato in base alla pericolosità della lesioni scoperta. Anche nel caso in cui l’individuo è ad alto rischio l’inizio dello screening andrà anticipato e ripetuto con maggior frequenza. I principali elementi di rischio sono la familiarità per carcinoma del colon-retto, la poliposi familiare e le malattie infiammatorie dell’intestino.

Tumore del polmone: 85% dei tumori polmonari sono causati dal fumo ed anche una parte dei tumori polmonari dei non fumatori vi è una storia di esposizione passiva al fumo: quindi la più semplice ed efficace misura preventiva è la sospensione del fumo. Purtroppo il 75% di queste malattie si rendono manifeste in una fase avanzata per cui la scienza sta cercando di individuare delle efficaci e semplici misure di screening. Attualmente non esistono sicuri sistemi di screening applicabili in modo sistematico alla popolazione. Probabilmente nel prossimo futuro sarà introdotta la TAC dei polmoni a basso dosaggio per i pazienti sani, con età compresa tra 55 e 74 anni, sani e con tabagismo di almeno 30 p/y attivo o sospeso non oltre i 15 anni precedenti. Ogni fumatore deve obbligatoriamente ricevere una consulenza per smettere di fumare.

Carcinoma della prostata: è uno dei più diffusi e comuni tumori dell’uomo li cui screening deve essere valutato con tutti gli individui con più di 50 anni o 40 se con familiarità elevata soprattutto se con parenti ammalati di carcinoma prostatico in giovane età. Le misure preventive sono la palpazione trans rettale della prostata, la misura del PSA (antigene prostatico) e le biopsie della prostata.

Melanoma: è raccomandato che gli individuo ad alto rischio (età superiore a 50 anni, anamnesi familiare positiva per melanomi, o multipli nevi atipici) si sottoponga con regolarità ad ispezione dei nevi da parte di un dermatologo esperto. La frequenza di tali controlli è sconosciuta ed andrà discussa con l’esperto.

 

Dr. med. Massimo Odorico
Specialista FMH medicina interna generale
Centromedico
Piazzale della Stazione
6900 Lugano

 

In Salute | 16 nov 2015 07:00

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