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Medicina preventiva: capitolo 2

Esistono 3 livelli di prevenzione: primaria, secondaria e terziaria

Evidente che quanto più la specificità e la sensibilità di un esame si avvicinano al 100% tanto maggiore è la loro utilità clinica. Sulla base di tali affinità sono stati definiti una serie di interventi sanitari da utilizzare nella prevenzione. Tali interventi possono essere ad elevata efficacia preventiva (descritti di livello A), moderata (livello B) o solamente scarsa (livello C). Gli interventi A e B sono consigliabili e prioritari ossia utili ed efficaci nella prevenzione e quindi da applicare sistematicamente nella popolazione mentre quelli C hanno un uso limitato a situazioni specifiche e quindi da definire singolarmente.

Tra le raccomandazioni di livello A e B rammento le più note per gli adulti omettendo quelle pediatriche e quelle geriatriche: prescrizione della Aspirina nella prevenzione di malattie cardiovascolari; misurazione periodica della pressione arteriosa; verifica del colesterolo negli uomini dopo i 35 aa e nelle donne dopo i 45 aa; colonscopia o ricerca di sangue occulto fecale nella diagnosi precoce del cancro dell’intestino; screening del carcinoma dell’utero con PAP test e di quello mammario con la mammografia dopo i 40 anni; screening del diabete; sospensione del fumo di tabacco; ricerca di epatite A e B; prevenzione dell’osteoporosi nelle donne con età di 65aa o più o anche minore se con fattori di rischio simili a quelle più anziane; funzionamento tiroideo; ecc.

È doveroso rammentare che non tutte le raccomandazioni hanno effetti analoghi bensì possono interagire in modo differente con l’evoluzione e l’andamento di quella patologia. Esistono quindi tre differenti livelli di prevenzione:

  1. Prevenzione primaria: rimuovere le cause di una malattia e quindi impedire che si sviluppi. Per esempio la sospensione del fumo previene il cancro al polmone, le vaccinazioni prevengono le malattie corrispondenti.
  2. Prevenzione secondaria: scoprire una malattia prima che si renda manifesta (diagnosi precoce) applicando in modo sistematico e generalizzato in tutta la popolazione esposta al rischio, ossia con caratteri biologici affini, un test o un esame. Per esempio la mammografia per scoprire i carcinomi del seno prima che divengano incurabili.
  3. Prevenzione terziaria: ormai la malattia è attiva e vogliamo impedire le complicazioni, l’invalidità o ridurne la mortalità nella popolazione. Per esempio la cura del diabete mellito.

Esistono quattro sistemi maggiori nelle cure preventive:

  1. Immunizzazione: ci sono innumerevoli vaccini che consentono di prevenire altrettante malattie. Nella pratica quotidiana vengono utilizzati di rutine 15 differenti vaccinazioni usualmente praticate dai pediatri (morbillo, rosolia, parotite, epatite A e B, poliomielite ecc.). Più recentemente è stata introdotto anche il vaccino contro il “papilloma virus umano” nella prevenzione del carcinoma dell’utero ed esistono poi altre vaccinazioni di uso comune per prevenire l’influenza, la polmonite da pneumococco o le infezioni da herpes zoster (varicella).
  2. Screening: individuazione di malattie prima che divengano sintomatiche con esami di laboratorio o analisi strumentali
  3. Modifiche dello stile di vita: compito essenziale del medico è consigliare il malata sullo stile di vita più adatto per prevenire malattie e danni. Sospendere il fumo, ridurre l’alcool, seguire una dieta adeguata, fare attività sportiva ecc.
  4. Prevenzione farmacologica: uso di farmaci per prevenire malattie o contenere danni d’organo. Per esempio l’Aspirina per prevenire l’infarto del miocardio o l’ictus cerebrale, i farmaci per diminuire il colesterolo o l’ipertensione.

Prima dei dettagli una digressione merita il “check-up” ossia la periodica visita medica. Attualmente non esistono linee guida o evidenze che definiscono con rigore la frequenza delle visita e dei controlli soprattutto se il paziente è giovane e sano. Indicativamente un paziente sano con età inferiore a 49 anni deve sottoporsi ad un controllo clinico ogni tre anni circa, se ha una età superiore a 50 anni il controllo dovrà essere annuale e comunque nel corso di tali controlli un ruolo fondamentale spetta alla medicina preventiva ossia alla discussione di tutti quei fattori che una volta modificati riducono il rischio di sviluppare la malattia stessa. Per i pazienti che non frequentano abitualmente uno studio medico ed i contatti sono solo occasionali la consulenza deve assumere un ruolo determinate.

 

Dr. med. Massimo Odorico
Specialista FMH medicina interna generale
Centromedico
Piazzale della Stazione
6900 Lugano

In Salute | 12 ott 2015 07:00

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