Accedi
Sfoglia la galleryCommenti

Max Kestenholz e Carlo Pesenti in mostra a Muralto

Lo Spazio Arte LB presenterà le opere del pittore e scultore basilese e dello scultore in legno verzaschese

Lo Spazio Arte LB di Muralto, con il sostegno del locale Comune e nell'ambito del calendario di "Muralto incontra", allestirà, da sabato 17 marzo a sabato 7 aprile 2018, un'interessante mostra sulle opere del pittore e scultore basilese Max Kestenholz relative al periodo 1947-1991 e dello scultore su legno verzaschese CarloPesenti

La mostra, la cui inaugurazione è prevista per sabato 17 marzo 2018 (17.00-19.30), sarà aperta al pubblico dal martedì a sabato, nella fascia oraria 14.00-18.00, oppure, su appuntamento, contattando telefonicamente la Signora Dalila Scarmi Togni (079 / 855.11.81).

Di seguito, alcuni cenni biografici dei due artisti.

 

Max Kestenholz

Artista pittore e scultore, nato a Sissach (Cantone di Basilea Campagna) il 1. Marzo 1920. Dopo le scuole, frequenta la Kunstgewerbeschule, allievo di Arnold
Fiechter e Albrecht Mayer. Quindi allestisce un atelier in collaborazione con gli artisti Max Kämpf e Karl Glatt con i quali espone dal 1940 al 1944 alla Kunsthalle
di Basilea.

Il Kunstmuseum di Basilea acquista diverse sue opere. Primo atelier personale a Basilea in St. Johann Ring n. 133, quindi in Eschenvorstadt 10, sopra
lo studio di Friedrich Dürrenmatt. Conosce Alberto Giacometti presentatogli da Max Kämpf e nel 1946, consigliato proprio da Giacometti, si trasferisce a Parigi
frequentando l’Ecole supérieure des Beaux Arts e poi l’Acadèmie de la Grande Chaumière.

Durante questo periodo espone in diverse gallerie d’arte e Salon di Parigi. Attratto dal Ticino - come molti altri artisti nordici -, nel 1948 si stabilisce in Valle Onsernone, a Mosogno. Dal 1949 al 1951 frequenta l’Accademia di Brera a Milano dove nel 1951 diventa per un breve periodo anche assistente di Marino Marini che vede in lui grandi doti di scultore e lo incita a proseguire le sue
ricerche.

Seguendo il consiglio del ‘maestro’ allestisce un atelier a Milano frequentato da molti collezionisti, fra i quali il sindaco di Venezia Angelo Spiano (presidente
della Biennale di Venezia e della Fondazione Cini) che gli acquista diverse opere. Nel 1951 incontra Picasso a Vallauris e per un certo periodo esegue molte opere
– dipinti e sculture – ispirate al maestro del cubismo. Nel 1953 Max Kestenholz torna in Ticino, ad Ascona, dove nel frattempo aveva acquistato la casa “al Molinetto”,
un vecchio mulino in via della Brima. Qui vive e lavora fino ai primi anni del Duemila. A seguito di malattia trascorre l’ultimo periodo della sua vita nella casa per
anziani di Ascona, dove muore nel 2013.

 

Carlo Pesenti
Nasce a Vogorno (Valle Verzasca, Canton Ticino) nel 1938. Sin da bambino seguiva il padre Giacomo – proprietario di una segheria a Locarno – nei boschi delle
valli locarnesi, dove raccoglieva dei pezzi di legno plasmati dalla matura, pezzi unici irripetibili e inimitabili che arricchivano la sua collezione.

Poi questo amore per la natura si è trasformato in passione e con l’insegnamento dello scultore-artigiano Angiolino Cappa, fratello del più noto Silvestro, Carlo Pesenti ha iniziato a scolpire            il legno, prima quello raccolto nei boschi, quercia, nocciolo e castagno, poi usando legni come il mogano, il melo, il pero, il ciliegio e il noce.

Partendo da un blocco unico l’artista trasforma un semplice pezzo di legno in sculture che raccontano principalmente quella vita rurale da lui vissuta da giovane e che oggi è oramai persa.

Così Carlo Pesenti, scultore su legno dotato di particolare creatività e senso artistico ha iniziato a creare opere d'arte ed inserirsi nel mondo e nel mercato dell'arte.

Agli amici intimi dice sorridendo: “Ho la dipendenza da scultura”. Il concetto di passato è onnipresente nell’opera di Carlo Pesenti, le sue opere rappresentano un
viaggio nella storia dell’umanità, e veicolano un messaggio per l’uomo moderno, troppo distratto e sviato dal contingente, che lo rende incapace di accorgersi dei veri
valori.

Le sue figure illustrano il vissuto della civiltà umana, e i ricordi di un artista fortemente ancorato al territorio in cui è nato.

 

 

 

Redazione | 13 mar 2018 17:09

Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'