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"Gli omosessuali si sono evoluti più di certi etero..."

Caveman va a fondo sulle problematiche della vita di coppia. “Mi sembra quasi di essere diventato uno psicologo...”

Maurizio Colombi può essere considerato un’artista a 360 gradi, è infatti attore, cantante lirico, autore e commediografo. Queste sue doti nel mondo dello spettacolo lo hanno portato nel 2009 a realizzare l’adattamento in italiano del monologo di Rob Becker, Caveman, ottenendo nel 2012 il premio come miglior Caveman del mondo: uno spettacolo comico che affronta le problematiche del rapporto di coppia e le divergenze tra uomo e donna. Il 14 febbraio questo spettacolo arriverà al Palazzo dei Congressi di Lugano e per l’occasione abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Maurizio Colombi.

Qual è il segreto del grande successo della tua versione di Caveman?
Essendo io anche regista, ho cercato di confezionarlo e farlo diventare un po’ più “spettacolo” e un po’ meno “monologo”. Infatti ho inserito una band, diversi effetti come il fumo, la proiezione della luna,… Insomma, l’ho reso un po’ più spettacolare rispetto ai soliti Caveman che si basano totalmente sul testo. In più l’ho lavorato un po’, ho inserito dei nuovi capitoli e altre novità per renderlo un pochino più moderno, perché il testo originale scritto da Rob Becker ha un po’ di anni e lo spettacolo che fanno a Las Vegas dura 40 minuti, il mio show invece dura quasi due ore. In più ho inserito tanta interazione con il pubblico, l’ho un po’ italianizzato, noi italiani siamo un po’ dei caciaroni, per cui a un certo punto abbatto la quarta parete e interagisco molto con il pubblico, facendo anche degli esperimenti: faccio cantare delle canzoni alle donne, faccio rispondere gli uomini a delle domande, metto a confronto le diverse reazioni che hanno uomini e donne con dei veri e proprio giochi d’animazione, ed è forse la parte più esilarante dello spettacolo.

In uno spettacolo come questo le risate scaturiscono dal fatto che il pubblico si immedesima in ciò che racconti. Quanto ti immedesimi tu?
La forza di Caveman è proprio la radice, come nel monologo di Rob Becker: “Le donne vengono da Venere e gli uomini vengono da Marte.”, questo concetto secondo il quale siamo due culture completamente diverse, ma quando siamo uniti invece siamo una forza. Quindi il messaggio di questo spettacolo è un po’ un inno alla famiglia, un inno alla coppia e la gente si riconosce soprattutto in quello, perché in realtà, a proposito degli aneddoti che racconto, alcuni si riconoscono e altri invece no. Spesso gli uomini si riconoscono nelle donne, le donne negli uomini,… Per cui sono degli esempi di massima e lo stesso vale per me, mi riconosco in alcune cose e in altre meno.

C’è chi parla di doti terapeutiche…
Pensa che a Milano lo facciamo tra i corsi prematrimoniali! Ad ogni modo, soprattutto in primavera che ci son tanti matrimoni, prima dello spettacolo mi avvisano delle coppie tra il pubblico che stanno per sposarsi, perciò questo diventa un altro motivo per fare ironia e per ridere un po’, perché è veramente un toccasana per la coppia. La cosa più bella per me è che io li vedo dal palco e mi diverto più del pubblico, vedo le coppie che si riconoscono nello spettacolo, che si abbracciano, le donne che chiedono i bacini all’uomo,… Io faccio cantare in falsetto gli uomini per fargli capire cosa vuol dire “lasciarsi andare”. È sicuramente un buon modo per affrontare le diversità che ci sono nella coppia, e magari anche per capirsi.

Raccontaci un particolare aneddoto che ti è capitato durante lo spettacolo.
Ne capitano di tutti i colori. L’altro giorno, a Roma, si è alzata una donna e ha iniziato a parlare di suo marito, però senza microfono, per cui non la sentivano tutti, e io non riuscivo a fermarla, ad un certo punto hanno dovuto portarla via mentre suo marito rideva come un matto. Oppure a volte capita che ci siano delle coppie che litigano in sala, quindi io le faccio salire sul palco. C’è molta interazione in questo Caveman italiano e molto allaccio con il pubblico. Ultimamente stanno anche venendo a vederlo molti gay e in provincia ho cominciato a proporre Gayman, che è un’evoluzione di Caveman, che però al momento non posso proporre troppo perché vorrebbe dire togliere visibilità allo spettacolo di adesso. Comunque è una sorta di capitolo dove faccio vedere l’evoluzione dell’uomo, che arriva poi al mondo gay di oggi e, non in senso negativo, parlo di come l’uomo etero sia rimasto un po’ indietro, come un troglodita, con atteggiamenti ancora primordiali e questa cosa piace molto al pubblico. Per uno spettacolo a Bologna, ad esempio, è arrivato un gruppo enorme di gay che diventavano matti, in più poi mi scrivono e-mail “mio marito mi fa questo” “mia moglie dice questo”, mi sembra quasi di essere diventato uno psicologo, invece sono solo un attore.

Al di fuori dello spettacolo, come vedi tu queste problematiche di vita di coppia?
Nella vita reale, tutto quello che conosciamo in teoria e che riconosciamo in Caveman, quello che viene detto, quello che leggiamo, tutte le buone maniere e le cose che sappiamo,… non basta saperle, bisogna anche metterle in pratica, la maturità si vede da quello che facciamo e non da quello che pensiamo. A pensare, parlare e scrivere siamo tutti bravi, poi però bisogna mettere in pratica le cose e li è un po’ più difficile. Per cui mi rendo conto che anch’io con Caveman ho scoperto tante cose, e dicendole ogni sera mi rendo conto della forza di quello che dico, è poi però più difficile metterle in pratica.

Si può dire che ormai le divergenze tra uomo e donna per te non abbiano più segreti?
Penso di si, perché ormai riconosco tante cose, ad esempio Caveman mi ha insegnato che l’abitudine delle donne è farsi un complimento appena si incontrano, tra di loro è una regola, e a noi uomini questa cosa non entra in testa. Allora ogni sera, all’inizio dello spettacolo, prendo un ragazzo giovane dal pubblico e gli spiego come deve fare appena incontra una ragazza, che la giusta tecnica di seduzione è quella di fargli un complimento appena la vede, se no è finita. Racconto queste cose simpatiche che però sono anche vere, e quando incontro una donna, sapendo questo, mi sforzo sempre di farle un complimento, non sfacciato, e questo abbatte un muro, è incredibile! Ma ci sono anche altre cose che Caveman insegna sul rapporto tra uomo e donna, alcune si riesce subito a metterle in pratica, altre invece meno. Ad esempio, l’uomo ha sempre avuto problemi a parlare apertamente dei suoi sentimenti e non ci si può aspettare che da un momento all’altro questa cosa possa cambiare.

Michele Sedili

Caveman - L'uomo delle Caverne
Speciale San Valentino
mer 14.02.18
h. 20:30

Biglietti disponibili su www.mediatickets.ch

Redazione | 2 feb 2018 15:04

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