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Body painting e simboli tribali: l'arte di Raul33 a Lugano

Inaugurata ieri alla Gipsoteca Giudici la mostra “Atlantis”, prima esposizione in Svizzera dell’artista italiano

Inaugurata ieri, presso gli spazi della Gipsoteca Giudici la mostra “Atlantis”, prima esposizione in Svizzera dell’artista Raul33, organizzata dalla Artrust di Melano. Pescarese di nascita, cittadino del mondo per vocazione, Raul33 vive e lavora tra Stati Uniti ed Europa alla continua ricerca di simboli, linguaggi e significati da diverse culture che trascrive nei suoi quaderni di viaggio e reinterpreta nelle sue opere. “Io divento mezzo tra l’energia e la pittura,” spiega egli stesso, “è la forma di meditazione più bella che io conosca, e non posso farne a meno.”“33” è un numero importante nella vita di Raul, l’età in cui decide di dedicarsi completamente all’arte. Per caso (o forse no), il numero 3 corrisponde anche alla data di nascita della madre e della nonna. Dipinge su ogni supporto e superficie possibile, dalla carta alle pareti, su plastica o vetro, sul tessuto – come la gonna indossata dall’artista svizzera Aymone Poletti – e sulla pelle, come nella performance live di body painting eseguita nel corso del vernissage.

Il titolo della mostra, “Atlantis”, richiama i miti del continente perduto che ha acceso l’immaginazione umana, da Platone a Martin Mystère. L’isola di Ibiza, una delle mete preferite di Raul33, ha reputazione di luogo di misteri e uno dei più affascinanti riguarda l’isola rocciosa di Es Vedrà, nell’area di Cala d’Hort. Le leggende la vogliono come luogo di nascita della dea fenicia Tanit e patria delle sirene descritte da Omero nell’Odissea, ma soprattutto come l’unica parte ancora emersa della perduta Atlantide. I tratti circolari dei disegni di Raul33 richiamano gli schemi delle mappe atlantidee come descritte da Platone, ma suggeriscono anche una sorta di linguaggio ideografico che parla con il linguaggio dei sogni e dei miti. La mostra resterà aperta dal 13 Ottobre al 16 Dicembre, da mercoledì a sabato e dalle ore 1000 alle 1800.

Foto e testo: David Cuciz

Redazione | 13 ott 2017 11:29

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