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Mojo Filter alla Birraria

Vintage rock, venerdì 8 giugno, a partire dalle 20:30, alla Birraria di Bellinzona con la band Mojo Filter

Coopaso live alla Birreria Bavarese con una band che farà rivivere le atmosfere rock degli anni '60 e '70. Rolling Stones, Led Zeppelin, Creedence Clearwater Revival, Bob Dylan, The Doors, Allman Brothers, The Who, Santana, e molti altri. Il meglio di una musica che ha segnato un'epoca. Amanti del rock più classico, non potete mancare alla Birraria Bavarese venerdì 8 giugno, dalle 20:30.

I Mojo Filter sono considerati una delle migliori vintage rock band in Italia: Citazione: "Sì, sono italiani e il disco è del 2011. Ve lo dico subito, così da spazzare ogni dubbio. Lo dico perché ascoltando questo secondo lavoro dei Mojo Filter si pensa tutto tranne quello che ho appena detto. E chi di Jimi Hendrix, di Who, di Cream ma anche di Black Keys, White Stripes e Jon Spencer Blues Explosion. Riff incisivi e travolgenti che sembrano usciti direttamente da un disco di 40 anni fa, idem dicasi per la struttura dei pezzi e per le melodie poco radio-friendly. Interamente cantato in inglese (e ci mancherebbe) questi bravi lombardi sono una delle più interessanti scoperte nel panorama italiano odierno."

Ecco la recensione del loro ultimo disco:
Bello, vergognosamente febbricitante e sudato per via di tutti gli alcaloidi 60/70 che fanno massa nella tracklist, un’overdose d’American dream che schiavizzerà morbosamente il tasto repeat del vostro stereo. Mrs Love Revolution è il nuovo on the road discografico dei Mojo Filter, la blasonata band lombarda, ambasciatrice dei rumors sanguigni della frontiera a stelle e strisce e di quelle lunghe e bestiali jam session che fanno parte del collettivo immaginario di libertà, gasoline point, highways, e crotali a disegnare circuiti randagi.

La band bergamasca abbraccia l’Olimpo del classic rock, sfreccia nel Southern, sballa nell’Hard-blues e partorisce un disco che in poche parole significa “viaggio”, transito e destinazioni illimitate nell’Eldorado dei grandi riff elettrici, dell’estetica rozza e yankee che ha regalato all’umanità intera la più gran colonna sonora che si conosca; un disco perfetto per Pontiak e pupe XXXL a scorrazzare tra sogni, sesso e surrealismo come in una celluloide di Carpenter.

I Mojo Filter sanno benissimo dove andare a parare la bulimia di sound che i loro amplificatori riversano dentro queste tracce, sound che non ha perso mai nulla, neanche un filo della sua magia già candidata per l’eternità, e lo dimostrano giostrando calibri e toni con una professionalità imbarazzante, coinvolgendo anime e cuori infiammati alla sublimazione di un suono vintage da brivido, terribile nell’Hard-blues di stampo Black Crowes (“Ragged Companion”, “Water gun”), ficcante nel Southern sinuoso “Just like a soldier” (Grand Funk Railroad?), intrepido la sacralità di un blues (“The river”) e canaglia simpatica nella scoppiettante trasversalità di un magnifico blue-grass (“Las Vegas”) che solletica l’intero registrato come un inseguimento alla Tom Mix in qualche fumetto della Marvel.

Prodotto anche con l’arte di consolle del mitico Jono Manson, la rivoluzione d’amore della Signora dei Mojo Filter – capace di riempire i polmoni di chi ascolta di vento sudista fino a scoppiare – nella sua assoluta purezza e mancanza di pretenziosità è davvero una mossa azzeccata, un gran bel disco che fa smuovere il culo e pigiare sul pedale del gas, un passaporto coloratissimo di voglie irrefrenabili e per giunta inconfessabilmente libidinose. Mojo Filter, guaranteed band.
maxt | 4 giu 2012 15:26