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I Leoni morenti

Ennesimo flop dell'Inghilterra, eterna incompiuta del calcio. "Battuti da una nazione che ha più vulcani che giocatori"

Il tonfo è di quelli che fanno rumore. Dopo l’eliminazione mondiale patita 2 anni fa contro Italia, Costa Rica e Uruguay e quella europea del 2012 (ai rigori contro gli Azzurri), la nazionale dei Tre Leoni crolla sotto i colpi della piccola Islanda, una squadra che sta davvero conquistando tutti con un calcio organizzato e uno spirito di squadra unico (vedi correlato).

L’Inghilterra invece stecca ancora. Indicata da molti come una delle possibili finaliste di questo Europeo, la nazionale albionica non riesce per l’ennesima volta ad effettuare il salto di qualità che tutti si aspettavano, confermandosi l’eterna incompiuta del calcio mondiale. Nelle 4 partite sin qui disputate, gli inglesi hanno proposto solo a sprazzi momenti di buon calcio. Pur vantando attaccanti di primo piano (Kane, Vardy, Sturridge, Rashford su tutti), non è mai riuscita a creare più di 2-3 palle gol a partita, e anche ieri sera il portiere islandese non ha mai dovuto compiere interventi degni di nota.

Oltremanica, il “Brexit 2.0” ha lasciato ammutoliti i supporter inglesi, che ora a gran voce chiedono la testa del ct Hodgson (che nel frattempo si è dimesso). L’ex allenatore della nazionale Svizzera ha indubbiamente le sue colpe, con una guida tecnica inadeguata, ma il piatto dal quale si è trovato a mangiare non è certo quello di un ristorante 5 stelle. O meglio, potrebbe esserlo, se sapientemente valorizzato.

Ma i problemi nascono direttamente dal campionato nazionale: United, City, Arsenal e Liverpool vantano introiti multimilionari, ma tra le loro fila i nazionali inglesi si contano sulle dita di una mano. La clamorosa vittoria del Leicester ha evidenziato ancora di più le terrificanti lacune tattiche di questo campionato, che continua a privilegiare un calcio poco tecnico e molto fisico, basato sulle fiammate dei giocatori, ma poco ragionato. Per questo, ogni volta che le inglesi incontrano squadre organizzate fanno fatica. Così facendo, si sviliscono qualità di gente come Hazard, Oscar e Sterling. Non fanno meglio gli altri allenatori. Wenger non riesce a dare ai suoi un minimo di organizzazione, nel senso che l’Arsenal è una squadra che finisce presto la benzina e manca sempre il salto di qualità a livello caratteriale. Tutte le squadre inglesi peccano inoltre di enormi lacune in fase difensiva. Appena trovano un avversario organizzato, finiscono per essere infilzate.

Tutte le risorse per il mercato vengono investite per acquistare campioni stranieri, e così la nazionale si ritrova con pochi, pochissimi calciatori che hanno già assaggiato i grandi palcoscenici europei.
Se diamo un’occhiata ai 23 selezionati di Hodgson notiamo che a parte Rooney (ormai a fine carriera e irritante nel suo ostinarsi a voler giocare come regista pur non avendone i tempi), Hart (portiere ampiamente non all'altezza), Cahill, Sterling, gli altri giocatori (quindi la maggior parte) militano o in club di seconda fascia oppure in squadre che da anni non arrivano praticamente mai nella fasi finali delle competizioni europee.

Impensabile pensare di arrivare fino in fondo a una competizione simile senza giocatori di esperienza, che non hanno mai saggiato palcoscenici importanti o che nei loro club giocano a singhiozzo. Tutto questo, vedi ancora il caso dell’Islanda, potrebbe venir messo in secondo piano da uno spirito di squadra e un senso d’appartenenza, ma a vedere gli 11 in campo ieri e la guida di un Hodgson cha ha ormai il carisma di uno spartitraffico è facile capire come manchi anche questa componente (eccetto per il mai domo Vardy e per il giovane Rashford, l’unico che ha creato pericoli per la difesa islandese).

Intanto il rientro in patria per Vardy e compagni non sarà dei più semplice. L’ex attaccante Gary Lineker ha già twittato: “è la peggior sconfitta della storia. Abbiamo perso da una nazionale che ha più vulcani che calciatori”

La leggenda Alan Shearer aveva avvisato: “Se usciamo, sarà la peggior disfatta della nostra storia”.

Anche le principali testate giornalistiche non ci sono andate leggere: “Squadra sconclusionata, da parte di Hodgson una guida tecnica inadeguata”, ha tuonato il Times. “Sconfitti da un Paese grande come Leicester”, titola il Daily Mail. Il “Sun” parla di “scandalo nazionale”, mentre per il Guardian si tratta di “una delle sconfitte più umilianti della storia del calcio inglese”. Le pagelle, inoltre, sono decisamente impietose (FOTO).

Il propolare presentatore TV Piers Morgan è stato più ironico: "Non preoccupatevi, se dovessimo uscire abbiamo già pronta una petizione per far rigiocare la partita!" 

Intanto una curiosità, dal 1998 ad oggi il ct Lars Lagerbaeck ha affrontato 7 volte gli inglesi (6 con la Svezia) e non ha mai perso: 3 vittorie e 4 pareggi il suo bottino.

 

 

Redazione | 28 giu 2016 14:00

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