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GB: staccata la spina, è morto a Londra il piccolo Isaiah

Un epilogo scontato, forse inevitabile, ma destinato a lasciare di nuovo ferite aperte. È morto, poche ore dopo essere stato sganciato dalle macchine che gli permettevano di respirare, il piccolo Isaiah Haastrup, un anno, finito al centro di una delle battaglie legali

Isaiah si è spento ieri sera, dopo l'interruzione dell'assistenza dei macchinari nel King's College Hospital di Londra, ma l'annuncio straziato è stato dato oggi dalla mamma e dal papà, Takesha Thomas e Lanre Haastrup, entrambi 36enni ed entrambi di origine afroeuropea.

"Sono tanto orgoglioso del mio coraggioso bambino", è riuscito a dire Lanre. Mentre la direzione ospedaliera ha diffuso un comunicato, in verità piuttosto formale, in cui ha rivendicato di aver garantito al piccolo "il miglior trattamento" possibile, per poi riconoscere "i momenti estremamente difficili vissuti dalla famiglia di Isaiah come anche da tutti coloro che se ne sono presi cura fin dalla nascita". Così, sullo stesso piano.

Il bambino era rimasto vittima di un "un catastrofico danno cerebrale" alla nascita, per mancanza d'ossigeno. E da allora non si era più ripreso, pur mantenendo quel barlume di coscienza a cui sino in fondo si sono aggrappate le speranze dei genitori: mai convinti dal verdetto dei medici che già un paio di mesi fa avevano decretato l'addio a ogni aspettativa di miglioramento.
ATS | 8 mar 2018 17:14