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Germania: Gabriel, non farò parte del nuovo governo

Il ministro degli Esteri tedesco uscente, Sigmar Gabriel, non farà parte del prossimo governo tedesco. Il politico socialdemocratico lo ha scritto su Twitter.

Gabriel potrebbe esser sostituito dall'attuale ministro della Giustizia Heiko Maas, ma l'indiscrezione non è ancora confermata.

"Andrea Nahles e Olaf Scholz mi hanno comunicato oggi che non farò parte del prossimo governo - ha scritto Gabriel -. Sono come prima un parlamentare del Bundestag, ma finisce a questo punto il tempo in cui ho avuto compiti di leadership per l'Spd".

Dei trent'anni in politica, aggiunge, 18 sono trascorsi in funzioni direttive nel partito. Gabriel, che è stato presidente dell'Spd, e ministro di diversi esecutivi Merkel, ringrazia "delle grandi chance avute ed esperienze fatte, che hanno superato ben oltre le attese tutto ciò che avevo sognato da giovane. È stato un grande onore per il quale provo grande riconoscenza".

Nelle scorse settimane il ministro uscente si era scontrato con Martin Schulz, proprio per una sfida sulla casella degli Esteri. L'ex presidente del Parlamento europeo aveva infatti annunciato di voler entrare nell'esecutivo Merkel come capo della diplomazia tedesca, e di rinunciare alla guida del partito, ceduta ad Andrea Nahles. Gabriel, che avrebbe voluto continuare a svolgere il suo ruolo attuale per i prossimi 4 anni, reagì rilasciando un'intervista al vetriolo, nella quale tirò in ballo anche la figlia, una bambina di 4 anni.

Le sue parole hanno indignato l'opinione pubblica tedesca, che lo ha accusato di strumentalizzarla. "Papà è meglio che stai con noi, invece che con quell'uomo con i capelli in faccia", l'aveva citata nel colloquio con un giornale. Anche per Schulz, le mire sul ministero degli Esteri hanno avuto un prezzo molto alto: l'ex candidato cancelliere, il quale in passato aveva affermato che non sarebbe mai entrato in un gabinetto Merkel, è stato attaccato duramente per il fatto di non mantenere la parola data, e ha dovuto fare a sua volta un passo indietro.
ATS | 8 mar 2018 10:49