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Accattonaggio, monta la polemica a Como

Continua a far discutere l'ordinanza del sindaco Mario Landriscina. E qualcuno (non solo da Como) ne chiede le dimissioni

Non si placano le polemiche natalizie a Como sull’ordinanza contingibile e urgente anti-clochard emanata dodici giorni fa dal sindaco Mario Landriscina (Lista civica, nella foto) a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro storico. L'ordinanza ha validità di 45 giorni in luoghi specifici della città (all’interno della città murata e nelle immediate vicinanze), nei quali è vietato “mendicare in forma dinamica ponendo in essere forme di accattonaggio molesto ed invasivo".

La soddisfazione degli esercenti cittadini aveva ceduto terreno al malcontento di parte dei cittadini quando, il 17 dicembre scorso, i volontari di WelCom - Osservatorio Migranti Como non avevano potuto consegnare le colazioni ai senzatetto che dormivano sotto le colonne dell’ex chiesa di San Francesco e avevano postato il loro disappunto via social.

Secondo la versione dell'amministrazione comunale di Como, fornita dal comandante della polizia locale Donatello Ghezzo, i vigili intervenuti lunedì mattina sotto i portici della chiesa sconsacrata non avevano multato i volontari, facendo loro presente che a meno di cento metri vi è un centro, finanziato dal Comune, che si occupa di distribuire le colazioni ai senzatetto. Ciò non era bastato a placare l'indignazione di alcuni cittadini e lo stesso sindaco Landriscina, 3 giorni dopo, aveva ribadito di non voler ritirare l'ordinanza e di essere pronto a dimettersi se i cittadini glielo avessero chiesto.

Il dibattito sulle dimissioni di Landriscina si è particolarmente infiammato via social e ha coinvolto anche diversi cittadini milanesi e di altre città e Regioni italiane. 

Sei giorni fa Luciano Canova, da poco trasferitosi da Milano a Como, aveva lanciato sulla piattaforma Change.org una raccolta firme per chiedere ufficialmente le dimissioni di Landriscina. In poco meno di una settimana la petizione intitolata “Il sindaco di Como ha detto: ‘Se i cittadini me lo chiedono mi dimetto’. Chiediamoglielo!” ha raccolto circa 1'700 firme digitali da parte di cittadini comaschi e non solo (tra le ultime spicca quella di un cittadino di Cologno Monzese).

Ma se da un lato l'indignazione è stata grande, dall'altro non sono mancati moltissimi cittadini che via social hanno preso le difese del sindaco. "Petizione che non rispetta il responso delle urne", ha scritto un utente, mentre altri hanno apertamente parlato di mosse politiche portate aventi dall'opposizione. E c'è anche chi evidenzia come il sindaco di Lecco (del PD) abbia emanato un'ordinanza analoga il 27 giugno scorso.

Redazione | 27 dic 2017 13:15

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