Accedi

Polonia: via la premier, al suo posto delfino di Kaczynsky

Beata Szydlo sapeva da giorni di essere alla fine della sua esperienza di premier, ma credeva forse di avere qualche giorno in più. E invece stasera il partito l'ha fatta fuori, mettendo al posto del primo ministro polacco il ministro delle finanze Mateusz Morawiecki.

Dietro la manovra c'è ovviamente il dominus del Pis (Partito conservatore Diritto e Giustizia), Jaroslaw Kaczynski, che ha proceduto al rimpasto per motivi strategici.

Primo obiettivo, concentrare l'attività del governo sulle questioni economiche, per dare ancora più slancio alla crescita del Paese, e puntare così su questo per le prossime elezioni, fra due anni. Ad accelerare la svolta è stato però il presidente Duda, irritato dal clima di incertezza generale provocato dalle molte speculazioni sul possibile rimpasto.

Szydlo, oggi, si è trovata in una situazione paradossale: in mattinata, in parlamento, il suo partito l'ha difesa facendole superare il voto di sfiducia, promosso dal maggiore partito di opposizione, Piattaforma civica, dopo la marcia di 60 mila nazionalisti dell'11 novembre a Varsavia. "La Polonia ha oggi uno straordinario ruolo in Europa, e l'Europa ci ammira", ha affermato Szydlo, ottenendo 239 voti a favore, 168 contrari e 17 astensioni. Ma subito dopo il voto, gli auguri - fra fiori e congratulazioni - erano in realtà gesti di commiato.

Il nuovo premier polacco sarà dunque Mateusz Morawiecki. A designarlo stasera è stato il Comitato politico del Pis e la notizia è stata annunciata dal portavoce Beata Mazurek. Morawiecki, 49 anni, figlio di Kornel, il dissidente e fondatore di un ramo radicale di Solidarnosc degli anni Ottanta ("Solidarnosc in lotta"), ha alle sue spalle un'esperienza da bancario e manager. E questo non è il suo primo governo: nel precedente ha coperto la carica di primo vice premier e di ministro delle finanze.

Si tratta ormai di un alfiere di Kaczynski, iscritto al Pis dal marzo 2016. Entrato nell'attuale esecutivo come ministro delle finanze infatti, ha conquistato progressivamente la fiducia del leader del partito, che apprezza in modo particolare la sua visione di una Polonia moderna e aperta alle sfide del futuro. È stato Morawiecki, ad esempio, a prospettare un Paese pieno di auto elettriche, in grado di attrarre investimenti stranieri. Il futuro premier, inoltre, parla bene le lingue e ha un atteggiamento più aperto di chi lo ha preceduto: elementi che aiuteranno, forse, il contatto con i quadri europei, in un momento particolarmente delicato per Varsavia.

Intanto, oggi, alla decisione di Bruxelles di deferire la Polonia insieme a Ungheria e Repubblica ceca alla Corte di giustizia, per il rifiuto del sistema delle quote dei migranti, dalla capitale polacca è arrivata una risposta netta: delusione da un lato, ma la Polonia è pronta a difendersi. Non mancano altri contenziosi: come quello della foresta vergine di Bialowieza, sito Unesco al confine con la Bielorussia, dove è in corso un disboscamento sponsorizzato dall'attuale ministro dell'Ambiente, che oggi aveva udienza dal Papa. L'occasione era il dono dell'albero di Natale per Piazza San Pietro. Un albero polacco.
ATS | 7 dic 2017 21:57