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Como: gli skinhead hanno precedenti penali

Da stamattina la Polizia italiana ne sta perquisendo le abitazioni. Foglio di via per 10 di loro. VIDEO

Dalle prime ore dell'alba la Polizia italiana è impegnata in una serie di perquisizioni domiciliari nei confronti degli esponenti di estrema destra che lo scorso 28 novembre hanno fatto irruzione a una riunione dell'associazione "Como senza Frontiere". Perquisizioni che, riporta la Provincia di Como, hanno interessato anche le città di Piacenza, Brescia, Genova, Lodi e Mantova (vedi suggeriti).

Le perquisizioni sono state disposte dalla Procura di Como che ha aperto un fascicolo d'inchiesta, ipotizzando a carico dei 13 componenti della banda "Fronte Veneto Skinheads" il reato di violenza privata. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di pc, tablet e altri supporti informatici. Gli inquirenti vogliono in particolare accertare se il blitz fosse pianificato, da dove è partito e se si tratti di un fatto isolato. 

Ai dieci indagati non residenti in provincia di Como è stato inoltre notificato il provvedimento del foglio di via obbligatorio, con il divieto di ritorno nel comune lariano per un periodo di tre anni. Ai tre indagati comaschi il questore ha invece rivolto un avviso orale, intimando di cambiare condotta che, in caso di violazione, può portare all’applicazione della sorveglianza speciale o di altre misure di prevenzione più afflittive.

Il questore di Como ha inoltre riferito che tutti i 13 partecipanti all’irruzione risultano avere precedenti penali. Uno degli indagati, di Piacenza, ha scontato una condanna a sei anni di reclusione per tentato omicidio, otto indagati risultano essere stati colpiti dal Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive (Daspo) e tutti, a vario titolo, risultano avere precedenti per reati legati a problemi di ordine pubblico come oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti. 

 

Redazione | 7 dic 2017 13:20

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