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Anp pronta ad assumere controllo della sicurezza a Gaza

La polizia dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), dopo la riconciliazione tra Fatah e Hamas, è pronta ad assumere il pieno controllo della Striscia.

Resta però aperto "l'elemento più difficile da affrontare, quello della sicurezza", per la presenza a Gaza di milizie armate.

Hazim Atallah, capo della polizia di Abu Mazen, è stato chiaro incontrando oggi i giornalisti stranieri a Ramallah: "la nostra politica - ha spiegato - si basa su un linea: una sola autorità, una sola legge, una sola arma". Se l'obiettivo è questo "come posso fare sicurezza - si è chiesto - quando nella Striscia ci sono tutti quei razzi e armi. Come è possibile?".

Una domanda che dovrebbe avere una riposta il prossimo 21 novembre quando Fatah e Hamas si incontreranno al Cairo, sotto la mediazione egiziana, per affrontare proprio il tema delle milizie presenti ancora nella Striscia.

Intanto l'esercito israeliano ha dichiarato "zona militare chiusa" quella intorno a Gaza motivando la decisione con "rischi per la sicurezza" che hanno seguito l'esplosione del tunnel scoperto e fatto esplodere dai militari la settimana scorsa.

"A Gaza - ha sottolineato Atallah - applicheremo gli stessi metodi usati in Cisgiordania a partire dal 2007-2008 per riportare l'ordine nella regione". Per raggiungere questo obiettivo, Atallah da detto che intende avvalersi degli "8/9mila agenti locali che erano al servizio dell'Anp prima del 2007", quando Hamas assunse il controllo della Striscia.

Altra questione importante è il controllo dei valichi di frontiera e in particolare di quello di Rafah che unisce Gaza all'Egitto la cui apertura - ha ribadito - è prevista a metà novembre. "Ma - ha avvertito - le procedure di sicurezza non sono ancora definite. Tuttavia sono ottimista".

Sui rapporti con Israele, Atallah ha confermato che il coordinamento di sicurezza è ripreso in modo regolare dopo la parziale sospensione decisa dall'Anp lo scorso luglio. Il capo della polizia palestinese ha spiegato di riferirsi in particolare allo sforzo congiunto tra le due parti nel prevenire attacchi militanti e non alla normale cooperazione contro i crimini che israeliani e palestinesi non hanno mai interrotto.

"Tutto adesso è coordinato e normale - ha sottolineato - le cose sono tornate quelle che erano prima dello scorso 14 luglio", quando il presidente Abu Mazen annunciò l'intenzione di congelare il coordinamento con Israele dopo le misure di controllo introdotte, a seguito di incidenti, sulla Spianata delle Moschee.
ATS | 8 nov 2017 19:23