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Attentato a Barcellona: 13 morti

Furgone lanciato contro la folla sulla Rambla: oltre 100 feriti. Due arresti, il conducente è in fuga. FOTO

È di 13 morti e di oltre 100 feriti, 15 dei quali gravi, il bilancio provvisorio dell'attentato compiuto oggi a Barcellona, con un furgone che ha investito la folla sulla Rambla, il viale che attraversa il centro storico della città catalana. Le cifre sono state fornite in serata da Joaquim Forn, ministro dell'interno del Governo catalano, che in precedenza aveva parlato di un solo morto e 32 feriti, quando già diversi media indicavano in almeno 13 le vittime.

La protezione civile è in contatto con le sedi consolari di Barcellona in quanto fra le vittime ci possono essere diversi turisti. Uno dei morti è infatti belga: "Dobbiamo purtroppo piangere una vittima belga a Barcellona. Esprimo le mie condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari", ha infatti reso noto su Twitter il ministro degli Esteri del Belgio, Didier Reynders. Secondo La Libre.be, si tratta di una donna originaria delle Fiandre.

Dal canto suo, la Farnesina ha fatto sapere in serata che sono in corso verifiche su eventuali vittime italiane e che "c'è il rischio di eventuali coinvolgimenti di connazionali nell'attacco a Barcellona", ha aggiunto.

La dinamica

Oggi, poco dopo le 17, un furgone bianco è piombato sulla Rambla dalla parte di Plaza Catalunya ed ha falciato la folla a passeggio sul viale più famoso di Barcellona seguendo una traiettoria a zig-zag per fare più morti possibili. "Puntava e inseguiva la gente", ha raccontato un testimone italiano.

Sulla Rambla è stato panico immediato. La gente urlava, correva disperata, cercava di togliersi dalla traiettoria del terrorista. La corsa omicida del furgone è proseguita per circa 700 metri. Poi all'altezza del teatro del Liceo è andato a sbattere contro un'edicola. Il terrorista è balzato a terra e si è dato alla fuga.

"Aveva una maglietta grigia. Sembrava molto alterato, come sotto l'effetto di una droga", ha riferito un altro testimone, che un attimo prima era riuscito ad agguantare il figlioletto e toglierlo dalla folle traiettoria del terrorista. Subito è scattata la caccia all'uomo.

La polizia catalana ha chiuso la zona e evacuato le stazioni metro e della ferrovia Renfe. La gente sulla Rambla si è data alla fuga correndo in tutte le direzioni, cercando salvezza nei negozi e nei ristoranti, che sono stati chiusi dalla polizia. Il quartiere è stato blindato, invaso da polizia e ambulanze.

Fra gli scampati alla strage, nei loro rifugi precari, sono stati altri momenti di ansia e di panico. Nella fuga verso la salvezza, molti hanno perso amici e parenti. Tutti cercavano di avere notizie e di avvertire le famiglie. Intanto le ambulanze trasportavano morti e feriti negli ospedali della città. Fra i feriti "ci sono anche bambini", ha avvertito la tv pubblica Rtve.

Due arresti, un uomo ucciso

In serata la polizia ha fatto sapere di aver arrestato Driss Oukabir, un uomo di origine maghrebina, originario di Marsiglia, ma residente in Spagna (vicino a Girona), che risulta aver noleggiato il furgone usato per la strage, sul quale sono stati trovati i suoi documenti. Ma in serata Oukabir si è consegnato in un commissariato affermando che gli avevano rubato i documenti e di non avere nulla a che vedere con l'attentato. La polizia lo sta interrogando e la foto diffusa sui media di tutto il mondo potrebbe essere la sua. Assomiglia all'identikit del terrorista responsabile della strage tracciato da un testimone: "23-25 anni, magro, capelli scuri, con una t-shirt grigia". Probabilmente il vero autore è il fratello diciottenne Moussa

Successivamente, il presidente del Governo catalano Carles Puigdemont ha annunciato che vi è stato anche un altro arresto di un uomo spagnolo nato a Melilla, enclave spagnola in territorio marocchino. Josep Lluis Trapero, dirigente dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, ha affermato che i fermi sono collegati alla strage sulla Rambla, ma nessuno dei due individui era l'uomo alla guida del van.

Quest'ultimo, che dopo aver abbandonato il mezzo killer è fuggito a piedi, resta quindi per ora in fuga. Ma secondo la polizia, che diffonde le informazioni col contagocce, oltre all'autista è ricercato un altro uomo.

In serata, in un susseguirsi di notizie confuse, il presidente catalano, che ha indetto tre giorni di lutto in Catalogna, ha inoltre annunciato che un altro uomo è stato ucciso in una sparatoria con la polizia dopo aver tentato di forzare uno dei posti di blocco allestiti alle uscite della città. Ma, secondo quanto dichiarato poi dalla stessa polizia, non sarebbe coinvolto nell'attentato.

"È terrorismo"

Le autorità hanno comunque parlato di terrorismo e la polizia avrebbe individuato un secondo furgone, che potrebbe essere stato usato come mezzo di fuga. Secondo i media spagnoli, tre persone potrebbero avere collaborato all'attacco.

Attacco che, secondo la tv pubblica, non è stato l'atto di un lupo solitario, ma un attentato organizzato, suggerendo quindi l'esistenza di una "cellula".

E infatti non si è fatto attendere molto la rivendicazione dell'Isis. In serata, infatti, lo Stato islamico - attraverso la sua 'agenzia' Amaq - ha definito gli attentatori "soldati dello Stato islamico". Lo riferisce il Site, il sito di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web, pubblicando una immagine della rivendicazione in arabo.

Nell'attacco coinvolte persone di 18 nazionalità

"Ci sono persone di diciotto nazionalità tra coloro che sono rimasti coinvolti nell'attentato", hanno riferito le autorità locali. Nell'elenco dei Paesi figura anche l'Italia, ma non viene precisato se gli italiani coinvolti siano morti o feriti. Tra le prime vittime identificate, tre turisti tedeschi e un cittadino belga. L'elenco completo delle nazionalità comprende anche quella Francia, Spagna, Olanda, Argentina, Venezuela, Australia, Ungheria, Perù, Irlanda, Grecia, Cuba, Macedonia, Cina, Romania, Algeria.

 

 

 

Redazione | 17 ago 2017 17:29

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