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Sudafrica: società Lonmin a minatori, al lavoro o licenziati

Agita lo spettro del licenziamento la società mineraria Lonmin a Marikana, terzo produttore mondiale di platino, per convincere i minatori sudafricani in sciopero a riprendere il lavoro dopo la strage dei 34 che manifestavano caduti sotto i colpi di fucile della polizia.

"L'ultimatum finale è stato spostato a lunedi 20 agosto dopo i fatti di giovedì scorso", ha detto Gillian Findlay portavoce della multinazionale britannica che a Marikana detiene il 12% della propria produzione di platino, metallo prezioso di cui il Sudafrica ha l'80% delle riserve mondiali.

"Per i minatori - ha spiegato - è un'ultima chance di riprendere il lavoro o di esporsi ad un possibile licenziamento". Interpellati dalla Afp, alcuni minatori in sciopero hanno dichiarato stamattina che non intendono tornare in miniera in segno di rispetto verso i colleghi uccisi dalla polizia e se la direzione di Lonmin non risponderà alle loro rivendicazioni salariali.

"È un insulto pensare che possiamo tornare al lavoro mentre molti di noi sono morti e tanti sono stati feriti", ha detto Zachariah Mbewu dicendosi certo che nessuno dei minatori si presenterà al lavoro.

Negli scontri con la polizia del 167 agosto sono stati uccisi 34 manifestanti, 78 sono stati feriti e 259 arrestati. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta. le forze dell'ordine sostengono di aver agito per "legittima difesa".


ATS
ATS | 19 ago 2012 13:35