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Bici elettrica, un successo ma dubbi ecologici

In Svizzera la bici elettrica registra un vero e proprio successo e sono già oltre 150 mila i pezzi venduti, ma il bilancio ecologico di questo mezzo di trasporto e di svago solleva interrogativi, a causa del consumo di litio. Si tratta di un metallo che si ossida rapidamente a contatto con l'aria o l'acqua, contenuto nelle batterie.

Un vero esame ecologico è difficile da fare, ammette all'ats Urs Schwegler, del programma di promozione di biciclette e scooter elettrici New Ride, Molto dipende dall'utilizzo del mezzo. Ci sono infatti ciclisti che ricorrono continuamente al motore elettrico e altri che lo fanno soltanto quando devono affrontare una salita.

Quel che è certo è che la batteria rappresenta la sfida ecologica maggiore, proprio a causa del litio di cui è dotata. Un elemento chimico molto ricercato a livello mondiale, a causa della sua forte densità energetica e della sua longevità.

Il litio però non viene riciclato, poiché è a buon mercato e viene utilizzato in piccole quantità, rileva Rolf Widmer, del Laboratorio federale di prova dei materiali (EMPA). "Dobbiamo chiederci molto presto quando iniziare a riciclare e come gestire le risorse sul piano mondiale", avverte.

In effetti i giacimenti dove è possibile estrarre il litio a basso prezzo sono rari e per farlo in futuro occorrerà più energia, con conseguente più inquinamento. Si tratta di una questione geopolitica, secondo Widmer, che richiederebbe un accordo internazionale per definire le condizioni di gestione sostenibile.


ATS
ATS | 19 ago 2012 11:29