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Cina-Giappone: parte flottiglia Tokyo verso isole contese

Il Giappone sfida la Cina sulle isole contese del mar della Cina meridionale. A pochi giorni dallo sbarco di attivisti cinesi - arrestati e poi rilasciati - su uno degli isolotti, è salpata oggi dall'isola giapponese di Ishikagi una flottiglia di una ventina di imbarcazioni, con rotta sull'arcipelago Senkaku (che i cinesi chiamano Diaoyu), dove è attesa tra stanotte e domani mattina.

A bordo circa 150 persone, tra cui parlamentari e militanti nazionalisti, decisi a riaffermare la sovranità di Tokyo sulle isole, nonostante gli avvertimenti di Pechino ad "astenersi da qualsiasi azione illegale che metta a rischio la sovranità territoriale".

La tensione tra Pechino e Tokyo attorno all'arcipelago, tanto disabitato quanto ricco di pesce e possibili giacimenti di gas, amministrato dal Giappone ma rivendicato dalla Cina (e da Taiwan), non ha fatto che salire negli ultimi giorni.

Il 15 agosto scorso, 14 attivisti cinesi erano sbarcati a Uotsuri, la più grande delle isole, nel giorno del 67/mo anniversario della capitolazione giapponese che mise fine alla Seconda guerra mondiale, tradizionale occasione per riaprire tensioni mai risolte sul militarismo nipponico e sulle sue conseguenze in Cina e penisola di Corea.

I militanti erano stati subito arrestati dalla polizia giapponese, facendo irritare le autorità cinesi per quella che hanno definito una seria violazione delle sovranità di Pechino. Rilasciati rapidamente, i primi sette attivisti sono rientrati oggi a Hong Kong, accolti all'aeroporto - riferisce la stampa locale - come eroi da una folla in festa, mentre gli altri sette torneranno via nave fra due giorni.

Finora rimasto più silenziosa, anche Taiwan ha accusato oggi il Giappone di "occupare subdolamente" le isole contese. Un escalation dei toni che, secondo la stampa taiwanese, potrebbe significare una possibile presa di posizione più dura di Taipei nel conflitto territoriale in corso.


ATS
ATS | 18 ago 2012 16:56