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Vaticano: domani forse rinvio a giudizio maggiordomo papa

Domani il Vaticano renderà pubblica la sentenza che chiude la fase istruttoria nei confronti di Paolo Gabriele, l'ex aiutante di camera di Benedetto XVI accusato di aver sottratto documenti dall'appartamento pontificio.

Ci si aspetta un rinvio a giudizio, ipotesi prospettata anche dai difensori di Gabriele, che attualmente è agli arresti domiciliari, dopo aver trascorso una cinquantina di giorni in cella. Nella tarda mattinata di domani verranno illustrati i risultati della requisitoria e della sentenza.

In caso di rinvio a giudizio, in autunno dovrebbe svolgersi il processo, una operazione di trasparenza che potrebbe chiarire le reali dimensioni di una vicenda in cui finora Gabriele è l'unico indagato. L'imputazione è di furto aggravato.

Si sa che nel suo appartamento dentro le mura vaticane sono stati trovati documenti "sufficienti" ad arrestarlo, che il maggiordomo, è stato interrogato tre volte dalla magistratura vaticana e che ha manifestato volontà di collaborare alle indagini.

Si sa che i magistrati hanno ascoltato una serie di persone ed ecclesiastici e che le stesse ed altre sono state sentite dalla commissione dei tre cardinali - Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore Dè Giorgi - che Benedetto XVI ha incaricato di coordinare una inchiesta in tutti gli uffici e organismi vaticani sulla fuga di documenti riservati.

Gli osservatori ritengono che alcuni cittadini italiani e anche alcuni giornalisti abbiano usato documenti sottratti da Gabriele, li abbiano pubblicati, o trasmessi ad altri per la pubblicazione.

Il Vaticano ha inoltre smentito il coinvolgimento, ipotizzato da alcuni media, dell'ex segretario del Papa, mons. Josef Clemens, di Ingrid Stampa, collaboratrice alla stesura di documenti e libri di papa Ratzinger, e del cardinale Paolo Sardi, anch'egli collaboratore per i testi papali: sono stati ascoltati ma non come indagati.


ATS
ATS | 12 ago 2012 16:45