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Colpo di scena: il kamikaze è un agente CIA

L'uomo operava nello Yemen. Aveva l'esplosivo nelle mutande allo scopo di far espolodere un aereo diretto negli USA

Colpo di scena: il kamikaze che con una bomba nascosta nella biancheria intima si preparava a far saltare in aria un aereo di linea diretto negli Stati Uniti per "vendicare Osama bin Laden" non era un terrorista di al Qaida, bensÌ uno 007 al servizio della Cia e dei servizi sauditi e yemeniti, che ha portato a termine sotto copertura una delle più spettacolari operazioni di intelligence degli ultimi anni, degna del miglior film di Hollywood.

Lo hanno rivelato ieri sera fonti americane e straniere, secondo cui l'agente, di cui non è stata rivelata la nazionalità, è rimasto per settimane nel cuore del più pericoloso ramo di al Qaida, quello della Penisola arabica, e ha ottenuto la fiducia necessaria per farsi affidare un sofisticato ordigno esplosivo che, senza parti in metallo, sarebbe potuto passare attraverso i metal detector di molti aeroporti.

Tuttavia, una volta entratone in possesso, l'infiltrato è riuscito a dileguarsi, a lasciare in segreto lo Yemen e a consegnare l'ordigno all'Fbi, che ora lo sta esaminando con la massima cura nella sua base di Quantico; oltre ad una gran quantità di altre preziosissime informazioni.

Si tratta di una bomba del tutto simile, anche se più sofisticata, a quella che il 25 dicembre 2009 il nigeriano Farouk Abdulmutallab, addestrato nello Yemen, tentò di far esplodere su un aereo diretto a Detroit, con 290 persone a bordo. Abdulmutallab aveva l'ordigno nascosto nelle mutande e salì sull'aereo senza essere individuato, ma l'attentato fallì a causa di un difetto dell'innesco. Era una bomba che aveva "la firma" di Ibrahim al Asiri, uno dei terroristi più ricercati dalla Cia, che era probabilmente l'obiettivo primario dell'operazione condotta in questi giorni, a cui però apparentemente l'agente infiltrato non è mai riuscito ad avvicinarsi.

Al Asiri, oltre ad aver ideato l'attentato di Natale del 2009 è stato anche l'artefice dell'attentato suicida condotto da suo fratello Abdullah, che con un ordigno nascosto nell'ano riuscì ad arrivare davanti al capo dell'antiterrorismo saudita, che però nell'esplosione rimase solo ferito.

E ancora, riuscirono a superare diversi controlli anche le stampanti-bomba che Asiri aveva spedito nell'ottobre del 2010 per posta aerea, affinché esplodessero a bordo di aerei in volo sulla costa Est degli Usa. Anche se non è riuscito a localizzarlo, l'agente segreto, secondo quanto è stato ora rivelato, è però in qualche modo riuscito ad individuare un altro esponente di al Qaida nella "top list" Usa: Fahd Quso, uno dei dieci terroristi più ricercati al mondo dall'Fbi, che aveva posto sulla sua testa una taglia da cinque milioni di dollari, considerandolo responsabile tra l'altro dell'attacco compiuto da al Qaida contro il cacciatorpediniere USS Cole nell'ottobre 2000 nel porto yemenita di Aden, in cui rimasero uccisi 17 marinai Usa.

La settimana scorsa, Quso è stato ucciso in una remota regione dello Yemen, con un razzo lanciato da un drone della Cia. Dopo la diffusione della notizia sullo sventato attentato, le fonti ufficiali americane avevano mantenuto un insolito riserbo sui particolari dell'operazione. Ad esempio non avevano voluto che ne era del presunto mancato attentatore suicida.

Ora è chiaro perché. Non rappresenta più un pericolo, si era limitato oggi a dire Peter King, presidente della commissione parlamentare sui servizi segreti. King ha però anche detto che l'operazione condotta in questi giorni rappresenta un'importante "vittoria", e allo stesso tempo dimostra "che questa guerra non finirà in Afghanistan" e che "al Qaida, come una metastasi, continua a trasformarsi e continua a cercare nuovi modi per colpirci". E in questo caso, era probabilmente del tutto sincero.

ATS
minols | 9 mag 2012 10:10