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Italia: truffa a banche per milioni di euro, decina di indagati

Associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio. È intorno a questa ipotesi di reato che la Procura di Tolmezzo (Udine) ha aperto un'indagine a carico di una decina di imprenditori toscani e liberi professionisti che avrebbero ottenuto dalle banche finanziamenti per vari milioni di euro a fronte di progetti di opere mai realizzate.

Gli indagati sono amministratori e presidenti di società inattive, costituite ad hoc con un sistema di scatole cinesi, soltanto per ottenere fondi. Il finanziamento più cospicuo, da 12 milioni di euro di cui 10 già erogati, riguardava la costruzione di un centro commerciale che sarebbe dovuto sorgere a Santo Stefano Magra (La Spezia).

Nell'ambito dell'inchiesta, questa mattina gli agenti della Squadra Mobile di Udine, della polizia di Frontiera e della Guardia di Finanza di Tarvisio hanno effettuato perquisizioni in 3 filiali del Monte dei Paschi di Siena a Firenze, Prato e Pistoia. Gli investigatori hanno acquisito, con un sequestro presso terzi, una serie di documenti relativi ai finanziamenti erogati. La banca risulta parte offesa.

Il denaro versato dagli istituti di credito alle società veniva reinvestito nell'acquisto di beni personali da parte dei componenti della banda o finiva in conti correnti all'estero. Secondo quanto è stato accertato, una buona parte del denaro sarebbe già stato speso; un'altra parte, invece, è stata recuperata.

L'inchiesta è stata avviata mesi fa dopo che, il 20 gennaio, la polizia di frontiera di Tarvisio, insieme con le Fiamme gialle, aveva fermato per un controllo una Mercedes con a bordo un imprenditore toscano e la giovane moglie di nazionalità ucraina. I due avevano dichiarato di essere diretti in Austria per festeggiare il loro anniversario di matrimonio. Insospettiti, i poliziotti e i militari avevano notato nella borsetta della donna uno strano involucro al cui interno avevano trovato 50'000 euro in contanti. Approfonditi i controlli, erano stati scoperti altri 300'000 euro in contanti che la donna custodiva nascosti sotto i vestiti, e una serie di orologi di gran pregio tra cui Rolex e Baume&Mercier.

Gli inquirenti ritengono che la provincia di Udine fosse territorio di transito per il denaro da far confluire proprio in conti esteri.


ATS
ATS | 27 apr 2012 22:24