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Italia: la "Casta" vuole i privilegi

35 deputati vogliono poter andare in pensione a 50 anni e non a 60 o 65 come vogliono le nuove regole

Giù le mani dai nostri vitalizi. Lo intimano alla Camera trentacinque onorevoli "ribelli". Una pattuglia guidata da diciassette ex leghisti, che è ricorsa alle vie legali per sottrarsi alle norme che da gennaio danno una stretta alle "pensioni" dei parlamentari.

Sostengono che non gli si può negare di godere delle vecchie (più generose) regole su cui avevano fatto affidamento. Dicono che far cadere la tagliola su di loro è un'ingiustizia. Ma gli avvocati della Camera rispondono a muso duro: i tagli nascono dall'esigenza di dare un "contributo al contenimento delle spese del Paese". E perciò i ricorsi devono essere rigettati. Tutti.

Nell'elenco affisso fuori dall'aula dove all'ora di pranzo si svolge l'udienza pubblica, spiccano - ben 17 - gli ex deputati eletti a suo tempo con la Lega (oggi, precisano dal partito, non sono più nel Carroccio): tra loro c'è anche Edouard Ballaman, condannato la scorsa settimana per l'uso improprio dell'auto blu. Ma ci sono anche i nomi di 5 ex Forza Italia, 3 ex AN, 5 dell'Ulivo. E pure due di Rifondazione e uno dei Verdi.

Al centro delle loro lamentele, c'è quasi in tutti i casi lo slittamento dell'età in cui inizieranno a percepire il vitalizio: potevano andare in pensione a 50 anni, dovranno aspettare fino a 60 o 65. Alcuni di loro, per fare un esempio, sono stati in Parlamento solo 2 anni, dal '94 al '96. E hanno riscattato i contributi degli altri 3 anni, per maturare diritto al vitalizio. Con le nuove regole lo avranno, protestano, "solo" a 65 anni.


ATS
Adele | 19 apr 2012 11:24