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Iran: Erdogan a Teheran, sostegno nucleare ma dissidio Siria

C'è molto nucleare e Siria nella visita di due giorni che il premier turco Recep Tayyip Erdogan conclude oggi a Teheran dopo aver, fra l'altro, ribadito il suo appoggio alle ambizioni iraniane per l'uso pacifico dell'atomo e incassato un'imbarazzante cautela delle potenze occidentali a consacrare Istanbul quale tavolo di mediazione. Motivo di imbarazzo per il leader turco, almeno secondo un giornale, è stata però anche la crisi siriana su cui Ankara e Teheran si trovano in attrito.

In un incontro con il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, il premier ha formulato il deciso sostegno al programma nucleare iraniano che l'Occidente sospetta abbia finalità militari: "Il governo e la nazione della Turchia - ha detto Erdogan come riferisce il sito dell'emittente iraniana press Tv - ha sempre chiaramente sostenuto la posizione nucleare della Repubblica islamica dell'Iran e continuerà a seguire fermamente la stessa politica in futuro".

Già ieri Erdogan aveva ribadito l'opposizione di Ankara all'"uso coercitivo della forza" contro "un paese le cui attività mirano a scopi pacifici". L'agenzia turca Anadolu riferisce che lo stesso sostegno al nucleare iraniano è stato ribadito da Erdogan anche in un incontro avuto oggi con la Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, a Mashhad dove il premier si è recato alla testa di una delegazione composta di vari ministri fra cui quello degli Esteri, Ahmet Davutoglu.

Erdogan aveva preannunciato che la Siria sarebbe stata il tema dominante dei suoi incontri a Teheran. Almeno in serata, ad Ankara non erano rimbalzate dichiarazioni di rilievo sul tema ma solo conferme delle rispettive posizioni: secondo una sintesi dell'Anadolu, la "preoccupazione" per "gli sviluppi in Siria" espressa da Erdogan a Khamenei il quale ha sottolineato il disagio sia per il bagno di sangue musulmano nel paese sia per un eventuale intervento di forze estranee alla regione.


ATS
ATS | 29 mar 2012 20:14