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Le bugie di Schettino

Manovra eroica? Il comandante è smentito dalla posizione del timone, rivolto verso il largo: l'ultima virata causata dall'acqua imbarcata

La procura di Grosseto farà ricorso contro la decisione del gip che ha disposto la messa agli arresti domiciliari del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino accusato di essere il responsabile del naufragio della nave che ha provocato 11 morti e almeno 22 dispersi. Lo ha annunciato il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio.

Le accuse a Schettino

Sbagliò clamorosamente la rotta in eccessivo avvicinamento all'Isola del Giglio; si dimostrò totalmente incapace di gestire l'emergenza del naufragio; abbandonò la nave quando ancora c'erano a bordo circa 300 persone rifiutandosi di risalire e restando a guardare mentre affondava. Queste e altre le colpe gravissime che il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, annovera tra le tante del comandante Francesco Schettino nel naufragio del 13 gennaio scorso. Tuttavia il gip non crede al pericolo di fuga né che Schettino possa inquinare le prove avendo ammesso i suoi errori.
 
Altri indagati

Potrebbero essere almeno altri tre gli indagati: nel mirino dei pm ci sarebbero il secondo ufficiale Dimitri Ckristidis e il terzo ufficiale Silvia Coronica, ritrovati entrambi sulla scialuppa da cui si è calato il comandante Francesco Schettino, l'unico finora ufficialmente indagato insieme al primo ufficiale in plancia Ciro Ambrosio, che è stato denunciato in stato di libertà. Critica anche la posizione di Roberto Ferrarini, marine operation director, ovvero il manager delle operazioni marittime e dell'unità di crisi della Costa. Gli inquirenti ipotizzano che le sue tre telefonate con Schettino possano aver influenzato il comandante, o addirittura che abbia assecondato oppure tollerato il suo comportamento.

L'incidente, Schettino: "Sono stato vittima dei miei pensieri"
 
Davanti al giudice Schettino ha giurato di aver fatto tutto il possibile per evitare problemi ai passeggeri ma poi è stato costretto ad ammettere di aver commesso degli errori. "Sono stato vittima dei miei pensieri", ha provato a giustificarsi quando si è parlato del saluto all’Isola del Giglio e gli è stato chiesto come mai abbia deciso di passare così vicino alla banchina del porto. Ma poi ha confermato che era proprio Mario Palombo la persona che voleva salutare.

"Effettivamente qualcosa è andato storto nella manovra - ha aggiunto - perché ho virato troppo tardi. Però posso dire che quella rotta era stata decisa sin dalla partenza, non c’è stata alcuna modifica durante il viaggio. Io navigavo a vista perché conoscevo quei fondali visto che ci ero già passato tre o quattro volte, ma la presenza di quello scoglio mi ha sorpreso. In ogni caso posso dire di aver fatto tutto il possibile per salvaguardare i passeggeri e i membri dell’equipaggio".

I passeggeri abbandonati, Schettino: "Mi sono ritrovato dentro la barca di salvataggio"

E per cercare di dimostrarlo ha fornito un altro dettaglio: "Non indossavo il giubbotto di salvataggio perché serviva alle altre persone. Non avevo alcuna intenzione di scappare, stavo aiutando alcuni passeggeri a mettere in mare una delle scialuppe. Ad un certo punto il meccanismo di discesa si è bloccato, abbiamo dovuto forzarlo. All’improvviso il sistema si è riattivato e io, dopo aver sbattuto, mi sono ritrovato dentro la barca di salvataggio insieme a numerosi passeggeri". Una linea di difesa che appare alquanto strana se si tiene conto che su quella stessa scialuppa si sono ritrovati anche il secondo ufficiale Dimitri Ckristidis e il terzo ufficiale Silvia Coronica. Possibile che ci siano finiti per caso pure loro?

Le bugie di Schettino

Delle fonti de Il Fatto Quotidiano spiegano che la timoneria è ancora orientata verso destra. "Per dirla in termini semplici - vi si legge - e non con linguaccio m
joe | 18 gen 2012 23:46

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