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Borsa svizzera: contrastata nel pomeriggio

Dopo una partenza in calo e aver ampliato le perdite la Borsa svizzera si è riavvicinata alla linea di demarcazione. Poco dopo le 15.30 l'indice dei valori guida SMI guadagnava lo 0,08% a 8'772,77 punti mentre quello allargato SPI cedeva lo 0,05% a 10'155,55 punti

Le dimissioni, ieri, del consigliere economico del presidente degli degli Stati Uniti Donald Trump, Gary Cohn, preoccupa i mercati. Anche il dossier relativo ai dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio promessi da Trump continua ad essere al centro dell'attenzione.

Intanto, nel pomeriggio, è stato reso noto il deficit commerciale americano che in gennaio è salito a 56,6 miliardi di dollari. Il rosso è superiore alle attese degli analisti, che scommettevano su 55 miliardi. Le importazioni sono rimaste invariate a 257,5 miliardi, le esportazioni sono calate dell'1,3% a 200,9 miliardi di dollari.

Dall'Europa invece è giunta la terza stima di Eurostat sul Pil del quarto trimestre dell'Eurozona che si conferma a +0,6%.

Sul listino principale il maggiore perdente risulta Lonza (-1,63%). Tra i bancari, in rosso appare solo UBS (-0,60%), mentre Julius Bär cresce dello 0,20% e Credit Suisse dello 0,65%.

Contrastati appaiono gli gli assicurativi dove Zurich è in parità, Swiss Re è in positivo (+0,29%) e Swiss Life in calo (-0,45%).

Tra i pesi massimi difensivi Nestlé perde lo 0,29% mentre Roche e Novartis crescono rispettivamente dello 0,31% e dello 0,68%.
ATS | 7 mar 2018 15:50