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Meno donne e stranieri nelle direzioni delle aziende svizzere

La quota di donne nelle direzioni delle principali aziende svizzere è in calo: dall'8% nel 2017 è scesa al 7% quest'anno, secondo il rapporto Schilling pubblicato oggi. Anche i manager stranieri sono diminuiti.

I membri della direzione dei 118 maggiori datori di lavoro privati elvetici che sono entrati in carica dal 2017 erano di sesso femminile solo nell'8% dei casi, contro un 21% nel 2016, rileva il rapporto dello specialista del reclutamento di quadri Guido Schilling.

Dall'ultima edizione del rapporto hanno lasciato il loro posto undici direttrici e solo nove sono entrate in funzione. Il 59% delle imprese analizzate non conta alcuna donna in seno alla propria direzione. Il 22% di quelle che hanno raggiunto lo scorso anno il livello più alto della gerarchia ci sono arrivate attraverso una promozione interna, a fronte del 67% tra gli uomini.

Per Guido Schilling l'economia farebbe bene a prendere esempio dal settore pubblico, dove le donne nel 2018 rappresentano il 16% dei quadri superiori, contro il 14% l'anno scorso. Tra i nuovi arrivi il 27% è di sesso femminile. Secondo il rapporto la spiegazione sta nei modelli e nella regolamentazione dei tempi di lavoro più adeguati per conciliare famiglia e carriera.

Nel settore privato elvetico anche gli stranieri nei posti chiave sono un po' diminuiti. Attualmente possiede un passaporto estero il 44%, contro il 45% l'anno scorso. La quota di stranieri tra i nuovi membri è sceso più nettamente, dal 64 al 38%. La flessione riguarda in particolare due nazionalità: i tedeschi (quattordici arrivi e 19 partenze) e gli americani (due arrivi e dieci partenze). Complessivamente se ne sono andati 50 stranieri e ne sono giunti 44.

Il rapporto Schilling 2018 comprende le 118 maggiori aziende elvetiche nonché la Confederazione e i 26 Cantoni. Esso include 882 membri della direzione, 816 membri del consiglio d'amministrazione e 1034 quadri superiori del settore pubblico.
ATS | 7 mar 2018 12:18