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Niente accordo, il glifosato continua a dividere l'Europa

È stallo in Europa sul glifosato. I Paesi Ue, per l'ennesima volta, non sono riusciti a esprimere una maggioranza qualificata pro o contro il rinnovo per cinque anni della licenza per l'erbicida, accusato di avere effetti nocivi anche gravi sulla salute umana.

L'ultima occasione sarà il comitato d'appello, che la Commissione potrebbe convocare il 27 o il 28 novembre. Senza un'indicazione chiara l'Esecutivo, come da regolamento, potrebbe decidere di adottare la sua proposta senza l'avallo degli Stati.

Dopo i giorni scorsi, in cui le diplomazie si erano mosse alla ricerca di compromessi e alleanze, nel voto di oggi si sono riproposte le divisioni che scandiscono la vicenda glifosato ormai da quasi due anni. Quattordici Paesi hanno votato a favore, 9 contro e 5 si sono astenuti.

Rispetto al sondaggio sul rinnovo a 10 anni condotto dalla Commissione alla fine di ottobre, due Paesi (Romania e Bulgaria) hanno cambiato posizione da favorevoli ad astenuti, perché considerano troppo breve una licenza di 5 anni. Francia e Italia hanno votato no (con Belgio, Grecia, Malta, Ungheria, Cipro, Lussemburgo e Austria). La Germania, nonostante segnali di apertura nei giorni scorsi, è tornata ad astenersi, come fa di solito su questioni controverse in casa.

"La maggioranza dei Paesi che ha votato sostiene la nostra proposta e teniamo conto della risoluzione dell'Europarlamento". Questa la linea della Commissione, che ora vuole chiudere la partita. Anche perché, ricorda l'Esecutivo, l'Ue decide sul principio attivo, ma se i Paesi membri vogliono vietare l'uso sul loro territorio di composti e miscele contenenti glifosato possono già farlo.

Certo, l'Europarlamento aveva chiesto un'eliminazione graduale in 5 anni, non un rinnovo. Materiale per la battaglia politica, che continua e non si esaurirà nelle prossime settimane.

"Gli Stati devono spingere la Commissione a elaborare un piano di abbandono del glifosato", è l'appello dell'ong Heal. "Divieto subito, non tra 3, 4 o 5 anni", attacca Greenpeace Europa e Friends of the Earth individua una "chiara mancanza di sostegno politico per estendere la licenza".
ATS | 9 nov 2017 18:06