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Disoccupazione: più elevata tra le donne che tra gli uomini

Come nell'Europa meridionale, la disoccupazione in Svizzera colpisce più le donne degli uomini. Nel 2011, il tasso medio di senza lavoro dei secondi è stato inferiore di 0,7 punti percentuali a quello delle prime (4,5%), indica un rapporto dell'Ufficio federale di statistica (UST) di questi giorni.

Le percentuali dell'UST sono superiori a quelle pubblicate dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) per la diversa metodologia utilizzata. L'UST, infatti, rileva i dati secondo i criteri dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO) per cui viene considerato disoccupato qualunque individuo alla ricerca di un impiego nelle quattro settimane prima del rilevamento. La SECO considera invece disoccupate solo le persone iscritte nei centri regionali di collocamento.

Secondo le cifre dell'UST, per ciascuno dei due gruppi - maschi e femmine - nel 2011 si contavano circa 90'000 senza lavoro, ma visto che la popolazione attiva femminile è più piccola il relativo tasso di disoccupazione risulta più elevato.

La disoccupazione colpisce più le donne perché queste nel corso della loro carriera interrompono più spesso la loro attività, soprattutto per occuparsi della famiglia, scrive l'UST. Questo fenomeno si riflette nel fatto che solo il 53% delle donne alla ricerca di un lavoro era attiva professionalmente poco prima del rilevamento del 2011. Negli uomini questa proporzione era del 70%: il rimanente 30% era in maggioranza in formazione.

Tra donne e uomini diverge anche il tempo trascorso alla ricerca di un impiego: le prime per trovare un posto hanno avuto bisogno di 245 giorni (valore mediano), contro 226 per i secondi.


ATS
ATS | 10 ago 2012 15:42