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Obama: Ue in difficiltà, non ha fatto come Usa

La situazione dell'Europa resta difficile anche perchè il Vecchio Continente non ha adottato il tipo di politiche che hanno consentito agli Stati Uniti di uscire dalla recessione e di tornare a crescere. Ad ammonire il Vecchio Continente è il presidente americano Barack Obama che, da Seattle, ribadisce come i problemi dell'Europa sono fra i principali ostacoli all'economia statunitense, così come i prezzi della benzina e la situazione del mercato immobiliare.

Impegnato in un tour elettorale sulla West Coast e il giorno dopo l"outing' sui matrimoni gay, Obama mostra di seguire con attenzione gli sviluppi europei e dell'economia che, già in rallentamento, potrebbe subire i "venti contrari" dell'Europa frenando ancora di più.

Ieri una buona notizia è però arrivata per Obama. Dopo tre anni e mezzo di rosso, gli Stati Uniti hanno registrato un surplus di bilancio in aprile a 59,1 miliardi di dollari a fronte di un deficit di 40,4 miliardi di dollari dello stesso periodo dell'anno scorso. Il surplus è legato a un aumento delle entrate del 10% a 318,8 miliardi di dollari e un calo delle spese del 21% a 259,7 miliardi di dollari.

L'evoluzione della situazione politica in Grecia è quella su cui sono puntati gli occhi e, secondo il Wall Street Journal, dimostra come l'imposizione dell'austerity sui singoli Stati rischia si esacerbare la crisi. E proprio il braccio di ferro fra austerity e crescita è quello che divide le due sponde dell'Atlantico e fa discutere in Europa. Una dicotomia che viene minimizzata dalla Germania e dalla Bce che invitano a non abbandonare il rigore di bilancio dal quale arriverà la crescita: la strada per coniugare crescita e risanamento è quella della riforme.


ATS
ATS | 11 mag 2012 07:38