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E se l'euro crollasse...?

La fine dell'euro potrebbe essere un'ipotesi catastrofica. Buona parte degli osservatori la vedrebbero come la fine stessa dell'Ue

Pochi giorni al concludersi del ciclo. L'anno 2011 è agli sgoccioli e, come sempre, ecco che si parla di bilanci. Entrate e uscite.
Certo è che da quando l'euro si è stabilito nel mercato a dilagare è stato un malcontento generale: stipendi che non bastano più per arrivare a fine mese, costi dei prodotti - alimentari e non - raddoppiati.

Ma se dietro l'angolo ci fosse la possibilità di un ritorno alle vecchie valute internazionali, ecco che si scatenerebbe il panico. Per il franco svizzero significherebbe passare nuovamente al marco tedesco, e poi la lira italiana, la peseta spagnola e il franco francese, tanto per restare alle principali valute europee, con le inevitabili oscillazioni dei cambi e le ricorrenti svalutazioni competitive.
Uno scenario che sarebbe destinato anche a cambiare la geografia dell'interscambio commerciale tra la Svizzera e i principali Paesi europei, che oggi vede in testa, come partner privilegiato, la Germania.

Un caos generale che non lascerebbe certamente invariata anche la situazione in Ticino, scrive il Caffè; le industrie dell'export dovrebbero riorientarsi su mercati di riferimento più convenienti, i prezzi di molti prodotti, alimentari e non, di largo consumo importati da più Paesi europei, oscillerebbero nettamente. E persino il turismo ne risentirebbe.

La fine dell'euro sarebbe dunque un'ipotesi catastrofica, per la maggior parte degli osservatori, poiché significherebbe la fine stessa dell'Unione europea.

Intanto, proprio l'incertezza sul futuro dell'euro alimenta la volatilità dei mercati europei - continua il settimanale della domenica -, spingendo, ad esempio, grandi investitori  a mollare gli investimenti in euro. Inoltre, nel 2012 nei Paesi dell'eurozona scadranno 500 miliardi di obbligazioni bancarie.
E se crollasse da solo...?
Adele | 4 dic 2011 10:55