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Droni, uccelli a rischio sfinimento

I disturbi causati agli animali selvatici possono, in alcuni casi, avere conseguenze drammatiche

Droni e uccelli, un binomio che ultimamente sta facendo parlare parecchio. Come dimenticare l'aquila anti-drone addestrata dalla polizia olandese oppure ancora l'abbattimento avvenuto lo scorso maggio da un volatile davanti al LAC di Lugano? 

A fare chiarezza sul rapporto tra l'oggetto volante e gli uccelli, ci ha pensato uno studio della Stazione ornitologica svizzera di Sempach. Stando alla ricerca, il fatto che gli apparecchi si spostino nello spazio aereo, là dove prima gli uccelli potevano muoversi indisturbati, è un problema. Lo stato attuale delle conoscenze sull'influenza dei droni per uccelli e animali selvatici, dice che ci sono delle differenze tra le reazioni dei vari volatili. Alcuni manifestano solo un aumento dell'attenzione, altri fuggono anche se il drone si trova ancora a grande distanza. Altri uccelli, come quelli in cova, non mostrano reazioni, ma solo perchè non abbandonano il nido neppure se disturbati, ciò non significa dunque che non siano sotto stress. 

I disturbi causati dai droni sono un problema in crescita per gli animali selvatici, da prendere in considerazione seriamente. È infatti piuttosto drammatico quando gli uccelli smettono di covare, oppure non iniziano nemmeno. Se un uccello o un altro animale selvatico viene periodicamente costretto a fuggire, in casi estremi può morire per sfinimento. 

La Stazione ornitologica incontrerà nei prossimi mesi le autorità, gli utilizzatori di droni e gli operatori che a vario titolo si occupano della protezione della natura per sviluppare regole che possano godere di un ampio consenso per un utilizzo dei droni rispettoso degli animali selvatici. Nel fratempo, gli esperti di Sempach hanno emanato alcune raccomandazioni: non far decollare o atterrare i droni vicino agli uccelli e rinunciare ad effettuare manovre nelle vicinanze di uccelli; non far volare mai direttamente i droni verso gli uccelli e interrompere il volo se gli uccelli mostrano una reazione; preferire piccoli apparecchi silenziosi; rinunciare a voli lungo pareti rocciose, in particolare tra febbraio e luglio, periodo di nidificazione di specie sensibili come il Falco pellegrino o il Gufo reale; rinunciare a voli sopra zone di protezione della natura e mantenere una distanza di almeno 200 m; rispettare assolutamente i divieti di volo vigenti nelle zone di protezione per gli uccelli acquatici e migratori.

(Foto M.Burkhardt, M.Schäf)

Redazione | 22 giu 2017 09:53

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