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Il cervelat ha salvato la... pelle

Tolto il divieto di importazione di budelli bovini allevati in Brasile. L'insaccato nazionale è salvo

Buone notizie per la sopravvivenza del cervelat: la Confederazione ha infatti tolto il divieto di importazione dei budelli di bovini allevati in Brasile, gli unici che possono assicurare un futuro al tipico insaccato nazionale. Berna mette così la parola fine alla crisi scoppiata nel 2006.

Il rischio legato all'encefalopatia spungiforme bovina (ESB) è notevolmente ridotto rispetto all'ultimo rapporto del settembre 2009, in cui si diceva che i budelli brasiliani costituivano un pericolo per la salute, ha spiegato all'ats il direttore dell'Unione professionale svizzera della carne (UPSC) confermando un'informazione della "Berner Zeitung".

A fine agosto la Commissione UE ha infatti dichiarato che il rischio dell'ESB è trascurabile. Ora, anche l'Ufficio federale di veterinaria ha modificato la sua valutazione.

Nel 2006, l'Unione europea aveva vietato l'importazione di budelli dal Brasile a causa dei rischi legati alla malattia della "mucca pazza". La Svizzera si era associata al divieto nell'ambito degli accordi bilaterali. Dal 2007, tuttavia, grazie a un'autorizzazione provvisoria rilasciata dall'UE, è stato possibile confezionare gli insaccati con budelli di bovini allevati in Argentina, Paraguay e Uruguay. Ma il budello di zebù brasiliano si presta meglio alla fabbricazione della pelle di cervelat. Ogni anno circa 160 milioni della tipica salsiccia vengono consumati in Svizzera.


ATS
maxt | 12 ott 2012 16:50