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La sesta edizione di Lugano Film Festival dedicherà una serata al femminile

Ogni donna deve sentirsi libera di impostare ed avere il proprio percorso, il cinema è un mezzo interessante per esprimere la propria identità.

Ho conosciuto Sabrina Princigalli attraverso MissDonna, una community dedicata all'universo femminile dove conoscersi, scoprire nuove idee, fare network e creare una rete di contatti personali e professionali sone le fondamenta. Per la sesta edizione di Lugano Film Festival Other Movie, l'otto giugno alle ore 18.30 presso il cinema Cinestar, ha organizzato una serata dedicata al rapporto tra donne e cinema. 

“Femminilità. Il bene più prezioso di una donna, ama per la gioia di amare.”

MARLENE DIETRICH

Ciao Sabrina, raccontaci chi sei?

Sono ticinese di nascita e ovviamente molto legata alle mie radici. Grazie però ai viaggi che ho potuto fare in questi anni, soprattutto in Asia, lo confesso, sogno spesso una partenza definitiva. Sono mamma di due meravigliose bimbe, sono moglie e sono imprenditrice. Sono innamorata della vita e se solo ne avessi le forze, offrirei il mio cuore, il mio aiuto a tutte quelle persone meno fortunate. Non rispecchio molto il tema scelto per il prossimo evento di Miss Donna, ossia “Sbagliate”, ma in fondo cosa importa, ogni donna deve sentirsi libera di impostare ed avere il proprio percorso.

Hai realizzato MissDonna, un club dedicato all’universo femminile, dove conoscersi, scoprire nuove idee, fare network e creare una rete di contatti personali e professionali sone le fondamenta. Come ti è venuta in mente l’idea?

Ho creato MissDonna tre anni fa e devo ammettere che in questi anni ne ho modificato più volte il vestito. Inizialmente l’ho fatto per scommessa, poi per piacere e oggi cosa ti posso dire…un bel modo di sentirsi donna tra le donne, senza entrare necessariamente all’interno dell’eterno conflitto “ maschi contro femmine”. Oggi MissDonna è anche community (www.missdonna.ch), un motivo in più per dare voce ad ogni profilo che ci segue.

La sesta edizione di Lugano Film Festival Other Movie dedicherà una serata tutta al femminile.

È molto importante dedicare serate al mondo femminile perché in realtà si parla molto più dell'universo maschile rispetto al femminile. Siamo sempre più in contatto con il mondo maschile tutti giorni, sicuramente ci sono molte più storie in giro che parlano di uomini piuttosto che di donne. Abbiamo molta più presenza maschile in tutti gli ambiti della nostra vita.

Come si rapportano le donne al cinema?

Per la verità è la prima volta che avvicino il club Miss Donna al cinema, per cui sì, lo confesso, mi trovi un attimo impreparata. Il tema scelto per questo primo incontro non è certamente facile, la rinuncia alla maternità può anche essere accolto come un tema offensivo, un tabù. Personalmente ho deciso di mettere da parte i pregiudizi e di dare voce e spazio a punti di vista non del tutto convenzionali. Sai cosa mi ha detto Cristina Puccinelli, regista del film “Stella Amore”? Lei ama molto il lavoro di tante registe donne, e sicuramente in loro vede una delicatezza, un'attenzione, che spesso nel cinema maschile non c'è. Poi il numero di registi uomini è talmente superiore che obiettivamente non si può fare un paragone. Crede che le donne trovino nel cinema un mezzo interessante per esprimersi così come fanno quando scrivono un libro, quando danzano, quando recitano. Semplicemente portano un punto di vista.

Verrà proiettato il cortometraggio “Stella Amore di Cristina Puccinelli, quali sono i temi focus di questo suo progetto?

Il tema principale di "Stella Amore" è la disillusione. La protagonista è una bambina con un sogno che viene distrutto dal mondo dei grandi. Nella fattispecie da un'attrice che è una sorta di regina cattiva. Affatto materna per restare in tema con la serata. Stella Amore cerca di essere una fotografia di quel momento specifico che abbiamo tutti in comune: quello in cui scopriamo che babbo Natale non esiste.

Sbagliate” di Elisabetta Pandimiglio e Daria Menozzi mette in luce un tabù per il pensiero femminile, quello di non avere figli per scelta o per caso, o il semplice non sentirli come unica e principale fonte di realizzazione del sé.

Il tema è molto interessante e non facile da analizzare. Credo che l'evoluzione ci stia trasformando, uomini e donne; ci sono sempre più uomini che scelgono di essere molto femminili e ci sono delle donne che invece si stanno trasformando sempre più in uomini e quindi chiedono una vita, più libera, più incentrata sulla carriera e sulla soddisfazione personale. Sono passaggi credo inevitabili.
Entrando invece nel profondo del documentario che andremo a presentare giovedì sera, eccoti la visione di Elisabetta Pandimiglio:

In principio era “Cattiva”.

Così avevo iniziato a sentirmi rispetto ad una decisione che fino a quel punto mi era sempre sembrata naturale, quindi giusta. Giusta per me e per il mio percorso, mai pensata come assoluta, piuttosto diventata definitiva man mano che si rinnovava e consolidava. Mentre la vita mi metteva improvvisamente spalle al muro, cominciavo a notare tante piccole e grandi cose a cui prima non davo molto peso. Scoprivo quanto fosse dominante la retorica maternalista, quanto in ltalia, nonostante tutte le battaglie e le conquiste femminili , fosse duro a morire il pregiudizio, mentre in altre parti del mondo già s’indagava collettivamente su nuovi modelli femminili che includevano le childfree. Forse nessuno dei molti temi affrontati nel tempo con i miei lavori, riguardava un fatto così intimo e personale. Comunque non era la mia piccola limitata vicenda che intendevo raccontare, quando decisi di fare un film sull’argomento. Piuttosto pensavo ad un lavoro di esplorazione , tra testimonianze e storie, per raccontare il disagio e l’isolamento a cui può portare una scelta non accettata dai più e per cercare quelle risposte che la vita sembrava nascondermi, nonostante la mia grande necessità interiore. La ricerca di una produzione si rivelò fallimentare: il tema non convinceva. Andai avanti comunque nel progettare, mai abbandonando l’ intento perché volevo proprio farlo questo film! Ne realizzai degli altri, ma la questione premeva dentro di me. Continuavo a sentirmi cattiva, anche se intanto mi ero resa conto di essere in buona compagnia!

Poi fu “Sbagliate
Il titolo giusto arriva successivamente, da una frase di Patrizia, una delle generose protagoniste. Essere una delle fondatrici del Telefono Rosa - associazione di volontariato contro la violenza sommersa, ideata da Giuliana Dal Pozzo nel 1988 - mi ha portato a dare valore al lavoro collettivo, quello femminile in particolare, ma anche all’ ascolto per anni di donne maltrattate il cui cammino verso l’uscita dal tunnel dell’abuso, partiva necessariamente dalla condivisione del proprio vissuto. Forte di questa esperienza, decido di mettere il mio sentire in relazione con quello di altre, altre storie, altre esperienze. Moltiplicare lo sguardo, in un lavoro che è soprattutto di ricerca, è sempre un arricchimento. Parlo del mio intento a Daria Menozzi, amica e collega modenese, anche lei senza figli, e la invito a condividere con me il documentario. Subito dopo, arriva Cristina; a seguire Carla, Ivana, Valeria e, poco a poco, tutte le altre, amiche mie, di Daria, di Cristina, conoscenti, amiche di amiche, chiunque abbia voglia di confrontarsi e dialogare sul vivere senza figli, per scelta o per caso. Nasce un coro attorno al tabù della maternità, al mito dell’istinto materno, alla comune appartenenza generazionale, alla definizione dell’identità femminile, alla difficoltà per una donna di scegliere, al di fuori dei ruoli convenzionali… Tutto questo, con l’ausilio della sensibile e attenta Marzia Mete e l’aiuto produttivo di Ivan Giordano per Altera Studio e Annamaria Laracca, danno essenza e forma al film.
Oggi, dopo tanti anni dal progetto iniziale, il film va certamente accompagnato da una riflessione sui cambiamenti in corso, sulla scelta legata a nuovi modelli familiari e relazionali, su quanto ancora sia difficile per la donna, madre o no, decidere e difendere il proprio percorso esistenziale, qualunque sia la direzione adottata.

Isabella Ratti

[email protected]

www.isabellaratti.com 

 

Redazione | 6 giu 2017 07:30

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