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Investimenti

Chi è l'investitore? E quali tipologie di investimenti esistono?

Si sente spesso parlare di “investitori”. Possiamo definire cosa si intende con questo termine e quali tipologie di investimenti esistono?
È semplice: un investitore è chi impiega un determinato capitale in qualcosa, con lo scopo di ottenere un guadagno. Nel settore bancario distinguiamo due generi di investitori, a seconda del budget destinato, appunto, all’investimento. Questo perché a seconda dell’entità della cifra le strategie di investimento saranno diverse. Infatti, rientra nel settore del così chiamato “Private Banking” chi dispone di almeno qualche centinaia di migliaia di franchi, ma vi è da dire che questa quota varia da banca a banca, mentre chi si colloca al di sotto di questa cifra è il cosiddetto “investitore retail”, quello “comune”, che decide di investire una quota della sua liquidità per ricercare un rendimento maggiore dei classici conti bancari. Non vi è una vera e propria tipologia: possiamo trovarci di fronte a un 30.enne come a una madre di famiglia, con somme diverse da investire.

Per quanto riguarda le tipologie di investimento, ve ne sono a disposizione una moltitudine: dalle più apparentemente semplici, come un conto bancario o l’acquisto di un’azione, a quelle estremamente complicate legate a specifici strumenti finanziari come derivati, swap, e altro. Ogni tipologia racchiude un diverso grado di rischio. Si va dai conti risparmio che offrono un rendimento conosciuto (e nel caso di BancaStato godono anche della garanzia dello Stato) alle obbligazioni statali elvetiche, considerate molte sicure, dalle azioni agli strumenti finanziari molto tecnici, che per loro natura possono essere molto più volatili. Diciamo che maggiore è il rischio, più elevato può essere il rendimento atteso: a patto però che tutto vada bene. Viceversa, optando per prodotti più stabili e sicuri, ci si aspetta un minore rendimento, ma con più garanzie di “portarlo a casa”. Questa è la regola “da manuale”, ma è pur vero che attualmente i tassi di interesse sono talmente bassi da rendere i tradizionali conti risparmio e le obbligazioni statali molto poco attrattive. Ad ogni modo, sta all’investitore valutare quale grado di rischio sia disposto ad assumersi. Il mondo degli investimenti può rivelarsi molto complicato e il ruolo della consulenza, come negli altri ambiti bancari, si rivela essenziale e prezioso.

A proposito di tassi di interesse: la Banca Nazionale Svizzera ha introdotto da oltre un anno i tassi negativi. Valgono anche per la clientela?
No, almeno per il momento BancaStato non applica i tassi negativi sui conti della clientela privata. La remunerazione dei conti è bassissima, quasi nulla in certi casi, ma non è negativa. Naturalmente tutto dipenderà da quanto durerà questa particolare situazione.

Proprio alla luce della scarsa attrattività dei tradizionali conti di risparmio gli investimenti possono risultare alternative più interessanti anche per la clientela comune. Tra gli strumenti a disposizione degli investitori, qual è o quali sono quelli più richiesti?
Normalmente, le persone facoltose danno un vero e proprio mandato alla Banca per la cura del proprio patrimonio, ma vi sono anche moltissime persone che investono in maniera autonoma parte dei loro risparmi. Certo è che il mondo degli investimenti è variegatissimo e quindi può rivelarsi tutt’altro che semplice e anche “pericoloso” se non affrontato con la dovuta precauzione da chi non “mastica” economia e finanza tutti i giorni, e che dunque non può o non riesce a tenersi debitamente informato sulle evoluzioni dei mercati. Per loro vi è uno strumento particolare che si rivela adatto: i fondi di investimento. Si tratta, in poche parole, di un prodotto finanziario basato su un patrimonio collettivo fornito da innumerevoli persone, fisiche o giuridiche. Questo patrimonio è generalmente poi investito in azioni, obbligazioni o nel mercato monetario. Puntare su una simile formula conviene innanzitutto perché offre la possibilità di accedere all’investimento anche con piccole somme, affidandole ad una gestione professionale. Nei differenti mercati si nascondono infatti insidie che spesso sono visibili solo agli occhi attenti degli analisti. Chiunque può partecipare alle attività in borsa, ma affidandosi a chi di mestiere amministra i patrimoni può assicurarsi un successo maggiore. Per i non addetti ai lavori è difficile conoscere le varie aziende quotate o i vari titoli presenti. Gli specialisti, invece, possono contare su rendiconti, valutazioni e previsioni concepite per focalizzare con la maggiore precisione possibile il potenziale di sviluppo. E inoltre tutto questo permette di non dover costantemente sorvegliare l’andamento finanziario, perdendo spesso tempo prezioso.
Vi è poi un indubbio vantaggio: la diversificazione dell’investimento, in quanto i fondi di investimento puntano su diversi strumenti finanziari contemporaneamente. Operando su vari elementi, una perdita può essere compensata da un guadagno. Anche in questo caso, vi sono fondi profilati su differenti tipologie di rapporto tra rischio e rendimento.

Dopo la crisi del 2008, cos’è cambiato?
Da una parte, ovviamente, le vicende del 2008 hanno provocato un tracollo delle borse e innescato seri problemi all’economia mondiale. Il risultato, parlando degli investitori comuni, è che sono cresciuti i timori e le incertezze. Abbiamo notato che i clienti, come è logico che sia, tendono a scegliere prodotti più sicuri, nonostante offrano attese di rendimento meno allettanti. È comprensibile. Questo ha provocato anche un adattamento degli strumenti finanziari stessi: per fare un esempio vi sono società che hanno elaborato fondi di investimento specificatamente orientati a una gestione attiva del rischio, che adattano cioè le componenti a seconda dell’andamento del mercato.

A volte si legge che un mercato è oscillato in maniera improvvisa…cosa determina il suo andamento?
Lo vediamo spesso nei titoli dei giornali: una tale decisione o un particolare evento provocano una forte crescita, o rispettivamente un tracollo, di determinati titoli o borse intere. I mercati sono vivi e rispondono in tempo reale alle informazioni che circolano. Questo vale specialmente oggigiorno, con un sistema di informazione globale immediato. Parlando in generale i mercati possono oscillare a seconda di notizie che, appunto, possono determinarne il corso: politica, avvenimenti di rilievo, scandali o al contrario novità possono innescare reazioni negative o positive. In questi anni, ad esempio, i mercati sono stati fortemente influenzati dalle decisioni riguardanti la politica monetaria europea, oppure ancora determinati titoli hanno subito pesanti perdite, come quello della Volkswagen, a causa di scandali.

Quali consigli possiamo dare a coloro che con poca esperienza intendono investire un po’ di denaro?
È fondamentale che si facciano consigliare da un esperto del settore. È solo tramite un colloquio che emergono le esigenze del cliente e che si individuano gli approcci e gli investimenti idonei per il suo caso, che vanno valutati di caso in caso appunto a seconda dell’individuale profilo di rischio. Nonostante al giorno d’oggi le tecnologie permettano di accedere direttamente a piattaforme di acquisto e vendita titoli, ciò non significa che investire con efficacia sia diventato altrettanto semplice. Occorrono conoscenze e professionalità, come in ogni ambito.

Esiste un’etica nella finanza?
Certamente. Attualmente la società è decisamente molto più sensibile alla dimensione etica degli investimenti. Oggi sempre più persone sono attente non solo a ottenere un rendimento, ma anche e soprattutto a come ottenerlo, prestando particolare riguardo agli aspetti legati alla sostenibilità, all’ambiente e al sociale. E il mondo della finanza non ha certo marciato sul posto, ma si è adattato a questa nuova esigenza: ecco che sono ad esempio nati fondi di investimento completamente focalizzati su aziende e società che soddisfano precisi e rigorosi standard in materia.

Banca Stato con voi | 3 giu 2016 14:55