TUOR BLOG | 25.04.2012 | 08:10
 
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È ribellione contro l'austerità

È il verdetto delle elezioni presidenziali francesi e la causa della crisi di governo in Olanda


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I vostri commenti

alfotuor dice:
01.05.2012 17:51:03

Egregio Signor Ferrarda,

ritengo che l'uscita dei Paesi deboli sia più onerosa di quella dei Paesi forti, poiché questi ultimi non avrebbero difficoltà (o avrebbero meno difficoltà) a ridenominare le loro attività nella nuova valuta nazionale, poiché questa tenderebbe ad apprezzarsi, e poiché non avrebbero difficoltà a finanziarsi sui mercati e a condurre una propria politica monetaria autonoma. Per i Paesi deboli, ad esempio per la Grecia, l'uscita dall'euro equivarrebbe alla chiusura di ogni possibile finanziamento estero (sia per lo Stato sia per le banche), una fortissima svalutazione con il rischio di iperinflazione, poiché sarebbero costretti a dover stampare moneta, e con problemi legali di non poco conto (come ridenominare i prestiti dati alle banche greche da banche dei Paesi euro?). I Paesi deboli rimarrebbero in un euro, che chiaramente sarebbe destinato a svalutarsi, ma che ridarebbe competitività alle loro economie. Vi sarebbero ovviamente problemi di inflazione, ma non di iperinflazione. Sono ad esempio convinto che l'economia italiana avrebbe oggi bisogno di una svalutazione del 20/30% per ritornare adf essere competitiva e a riprendere la strada della crescita.

Concordo con Lei che il fallimento di uno Stato e la conteporanea spaccatura dell'euro sarebbe l'ipotesi migliore. Ritengo però che non si possa escludere l'avverarsi di un simile scenario.

La ringrazio e La saluto cordialmente

Alfonso Tuor

30.04.2012 11:46:39

Non è tecnicamente una balla, nel senso che effettivamente le banche private sono azioniste delle banche centrali dei vari Paesi e di conseguenza della BCE.

Tuttavia i meccanismi di governance, le distribuzione degli utili e l'oggetto/finalità sociale, sono lontanissimi da una normale società per azioni a fini di lucro!!

I "complottisti a oltranza" non dimentichino, inoltre, che ci sono dei precisi motivi per cui (1) il potere di emettere moneta non è direttamente nelle mani del governo e (2) la moneta non è piu' convertibile in oro da circa 40 anni.

Anche se capisco che sia molto piu' intrigante pensare che sia tutto un complotto giudo-pluto-massonico...

ciao
f

PS: il link pare interessante, lo leggo poi con calma.

28.04.2012 18:37:03

"Hai dimenticato la storia delle banche centrali che sono di proprietà delle banche private"

Non è affatto una balla, lo sono anche se indirettamente. L'ultimo regalino da mezzo trilione di euro al 1% ne è la prova... c'è chi la chiama "Robert Mugabe school of economics"..

In ogni caso interessante articolo. Mi permetto di segnalarne un'altro che analizza i meccanismi d'uscita dall'euro:
http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=797:esiste-una-via-di-fuga-dalleuro&catid=39:politiche-economiche&Itemid=176

ferrarda risponde a alfotuor
27.04.2012 12:44:05

Gentile Sig. Tuor,

concordo anch'io sul fatto che la spaccatura dell'Euro sia da preferirsi al default di un grande Paese europeo. Anche se, a differenza sua, non credo affatto che una cosa escluda l'altra.

Detto cio', avrei una domanda: puo' spiegarci PERCHE' la fuoriscita dei Paesi piu' solidi è da preferirsi a quella dei Paesi piu' in difficoltà? Che cosa cambia, al di là del nome delle valute che si avrebbero in conseguenza di cio'?

Grazie,
f

MIM risponde a alfotuor
27.04.2012 10:21:22

Concordo pienamente con la sua conclusione.

27.04.2012 10:20:49

Buondi Sig Tuor..


Domanda: Nel caso di tensioni nello stretto di Hormuz (scambio involontario/accidentale di fuoco), a quanto potrebbe arrivare il prezzo per un barile di petrolio?



alfotuor dice:
27.04.2012 10:16:55

Egregi Signori,

ho sempre cercato di scrivere quantgo penso e anche quanto prevedo, correndo il rischio di sbagliare,. Riguardo all'euro dalla prima crisi greca (priumavera del 2010) ho scritto ripetutamente sul Corriere del Ticino e in seguito su questo blog che l'euro era divenbtato una camicia di forza e che si sarebbe arrivati ad una spaccatura di Eurolandia. Ho anche spesso scfrtitto in questo blog che la SPACCATURA MENO DOLOROSA DELL'EURO può essere l'uscita della Germania e degli alétri Paesi forti e la ricreazione delle loro vecchie monete nazionali. Penso che questa sarà l'esito finale di questa crisi.

 

La crisi dell'euro è tutt'altro che finita. Le misure di austerità stanno provocando recessioni profonde in alcuni Paesi ed impedendo quel risanamento dei conti pubblici desiderato. Siamo in un vicolo cieco. Sicuramente autorità monetarie e politiche inventeranno nuovi interventi per rinviare il momento della verità. Quindi è impossibile prevedere, a mio parere, quando lo'euro si spaccherà, ma è molkto probabile che ciò accada.

Il punto focale della crisi è oggi la Spagna. Molto probabilmente FMI e UE non hanno abbastanza risorse per evitare un fallimento della Spagna, cui farebbe immediatamente seguito quello dell'Italia.

A mio parere, è molto più pericoloso per l'economia mondiale un fallimento di uno di questi due Paesi di una spaccatura dell'euro.

Vi ringrazio e vi saluto cordialmente

Alfonso Tuor



 

26.04.2012 15:03:03

Scrivi come tanti adepti del movimento libertario i quali sostengono che il signoraggio non è un problema. "Datemi il diritto di emettere e controllare il denaro di una Nazione e m'infischierò di chi detta le leggi", non lo scrisse un austriaco ma un tedesco, un certo Meyer Amschel Rothschild...

astianatte risponde a ferrarda
26.04.2012 14:33:15

ah già è vero. e dei rettiliani, allora? non ne vogliamo parlare? c'è una congiura nella stampa per non riportare mai delle loro gesta efferate (rapimenti di bambini, messe nere e riti esoterici tra incappucciati e caproni...)

ferrarda risponde a astianatte
26.04.2012 14:28:38

Hai dimenticato la storia delle banche centrali che sono di proprietà delle banche private

26.04.2012 14:17:25

e quale sarebbe la vera verità? non mi tiri fuori le storie del signoraggio bancario e della riserva frazionaria alla base dei problemi finanziari attuali e che tutti noi siamo schiavi delle banche. basta un buon manuale di economia monetaria per capire che quelle che in rete vengono descritte come verità scomode sono soltanto fantanotizie relative a fantaecomia. insomma è un genere fantasy né più né meno di woldemort e signore degli anelli elencando. Tuor fa semplicemente delle analisi da un suo punto di vista. possono essere condivise o no. lui ha l'onestà intellettuale di mettere fuori la faccia e di spiegare la sua visione del mondo. con questo non voglio dire che sono d'accordo con lui, soprattutto sulla spaccatura dell'euro. rimango convinto che stando così il sistema finanziario, una spaccatura dell'euro o l'uscita di uno o più stati dalla moneta unica sarebbe una cura peggiore del male. cambiare le regole del gioco, come cercherà di fare Hollande in Francia, se eletto, è legittimo e doveroso. e a sentire le prime reazioni di Merkel hanno già sortito i primi effetti. finalmente non si parla più di solo rigore ma anche di crescita economia. è già un bel passo avanti

26.04.2012 13:14:24

Sappiamo bene che per la disinformazione che ci circonda dobbiamo ringraziare giornalisti, redazioni e stazioni televisive al soldo delle grandi lobby, partiti politici compresi. Nei periodi di crisi o di declino non manca lo spirito critico individuale, semplicemente la gente comune, quella con un minimo di cultura e di istruzione, non è più disposta a credere a qualsiasi cosa che viene proposta dai manipolatori della verità coi loro sporchi giochi ! 

bodo8 dice:
26.04.2012 11:27:21

in tempi non sospetti (o non troppo sospetti perlomeno) ipotizzavo l'uscita di scena della germania, al fine di rendere piu attuabili certe misure ed allo stesso tempo responsabilizzare i vari stati. paradossalmente la germania secondo me, essendo il vero ed unico motore dell'UE, ne è anche il grande problema... in america, essendoci un unico governo, una volta pensata ed approvata una legge o una misura, la si puo attuare senza dover speculare sui vari stati. chiaramente l'euro ne uscirebbe indebolito ma lo si potrebbe stabilizzare a medio e lungo termine. a questo punto mi sembra comunque impensabile una marcia indietro completa, che prevede il ritorno dei vari stati alle rispettive divise, dopo gli innumerevoli miliardi che sono stati inseriti nel sistema. d'altra parte mi rendo anche conto che una germania fuori dall'euro, sarebbe probabilmente controproducente per l'economia tedesca, in quanto il DEM si rafforzerebbe immediatamente a dismisura, sulla scia di quanto successo al CHF.
per quanto riguarda il secondo turno delle presidenziali francesi, non sono d'accordo che hollande sia il favorito; al secondo turno saranno solo in 2, e piuttosto che avere un socialista all'eliseo, gli elettori di le pen (e non erano pochi) si trasferiranno in massa dalla parte di sarkó, mentre gli altri partiti faranno affluire i voti ai due rimanenti in modo meno netto.

fra7686 dice:
26.04.2012 08:53:57

Nel senso che si ha la tendenza a definire "verità" qualsiasi commento o parere vada in senso opposto alla versione ufficiale, ed è davvero poco confortante perché:

- si tende a screditare per partito preso delle persone non tanto per quello che dicono, ma esclusivamente per la posizione che ricoprono
- conseguentemente, si da credito a delle altre persone esclusivamente per quello che dicono (un'idea opposta). 
e, ciliegina sulla torta, si ha la tendenza a credere che più una notizia sia una notizia "bomba", estrema, fuori dalle linee, più questa sia una "verità scomoda". 
Molto spesso, in realtà, che le scrive è un baggiano che le inventa di sana pianta per fare notizia ed acquisire (o tentare di farlo) un po' di notorietà. 
(con questo non voglio dire che l'altra versione sia la verità a prescindere, chiaramente).

Ciò che manca è lo spirito critico. Ma d'altronde la storia ha insegnato che in momenti di grande difficoltà e crisi si seguono e si danno per giuste idee di persone che sostengono le posizioni più estreme, senza domandarsi se effettivamente sono reali. I risultati, almeno quelli, sono oggettivi e mai sono stati straordinari...¨

Un'ottima giornata

25.04.2012 19:30:18

In che senso? Spiegati meglio....

fra7686 dice:
25.04.2012 14:00:38

l'abuso della parola "verità" in questo blog (ma non solo) è sconfortante

25.04.2012 13:10:24

"bisognerebbe scrivere la cruda verità senza troppo timore"


Te lo sei perso 1 anno fa alla TSI. Non ho mai sentito verita piu crude espresse senza alcun timore reverenziale.



25.04.2012 13:03:16

Egregio Signore e Professore Tuor, leggo sempre i suoi dotti e pacati articoli, ogni tanto però, per non abusare della credulità popolare, bisognerebbe scrivere la cruda verità senza troppo timore.Lei scrive che "politicamente" si può sostenere Europa e Stati Uniti riguardo il non deprezzamento dell'Euro, questo a tutela dei mercati finanziari che li accomunano. Personalmente ritengo che Il tentativo della moneta unica in Europa è fallito. L'euro, come scrive qualcuno, è ormai diventato una camicia di forza per molti stati europei; ma perché si vuole con testardaggine sostenerlo quando uscire da questo sistema monetario, oltre che ribellarsi alla lobby bancaria, significa ridare ai propri cittadini quella forza politica e democratica che è venuta a mancare ? La lobby bancaria si sta servendo degli organi dello Stato per mantenere integro il loro sporco gioco. Non sono un estimatore di Berlusconi, ma guarda caso, quando si permise di disprezzare pubblicamente l'Euro venne immediatamente destituito per lasciare spazio a un governo tecnico eletto da chi sa lei. Lo sapeva che Berlusconi, temendo per la sua vita, chiese aiuto ai servizi segreti dell'amico Putin perché non poteva fidarsi dei suoi ? Mi interesserebbe leggere un suo articolo che illumini il truffaldino sistema bancario e i processi d'interesse che scaturiscono dalle rendite o riserve frazionate. Ribellione contro l'austerità e non solo....

alfotuor risponde a giapor
25.04.2012 11:33:43

Egregio Signor Giapor,

è vero l'euro tiene molto bene sui mercati dei cambi. Non è un fatto nuovo. Mi sembra che si possa sostenere che Stati Uniti ed Europa abbiano deciso che le tensioni europee non debbano tradursi in un deprezzamento dell'euro rispertto al dollaro, ancvhe perché ciò renderebbe più difficile l'uscita dalla crisi dell'economia americana.

A mio parere, vi sono anche altri motivi che sostengono l'euro. La crisi europea non si traduce ancora in una fuga dei capitali da Eiurolandia, ma in un loro trasferimento daI pAESI DEBOLI A QUELLI FORTI DELL'EUROPA, come testimoniano i bassisimi rendimenti dei titoli statali tedeschi. Quindi non c'è ancora una fuoriuscita di capitali dall'area euro che indeboilirebbe il tasso di camnbiuo della moneta unica.

La ringrazio e La saluto cordialmente


Alfonso Tuor

25.04.2012 11:11:39

Fintanto che non ci sarà un VERO GOVERNO POLITICO CENTRALE, sul tipo degli USA, si continuerà certamente a vacillare nella insicurezza .

giapor dice:
25.04.2012 09:29:40

......ed intanto l'EURO contro $, tiene molto bene.....anzi si rafforza !!! Considerate le nefaste previsioni, qualcuno è in grado di spiegarmi il motivo ????? Grazie.

argo dice:
25.04.2012 08:24:33

È un'Europa che vacilla, sempre di più. I temi a lei legati veicolano le elezioni e le politiche volte a uniformare (leggasi sterilizzare) le peculiarità nazionali iniziano a vacillare. Il popolo è sovrano, e ogni tanto si deve passare alla cassa: questo sta succedendo in Francia. A distanza di 70 anni dall'ultima guerra, in Europa si era ricominciato a parlare tedesco, senza fucili o carri armati ad imporlo ma la pura e semplice legge del dio denaro.


Una cosa che l'uomo non riesce proprio a fare è trarre spunto dal mondo che ci circonda per cogliere le analogie: un ecosistema a monocultura (come l'Euro) è fragile e tende ad impoverire il suolo. La ricchezza è rapportata alla biodiversità: tanto più è presente e forte (es molteplici politiche monetarie nazionali, adattate alle specifiche realtà) tanto più si potrà assistere ad una crescita. Il tutto senza contare che l'uscita di scena di un singolo attore (es default) non dovrebbe (non esistono certezze) compromettere l'intero habitat.


 
 

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