TICINO | 16.09.2008 | 15:00
 
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Finanziaria: verso il ridimensionamento?

Preconsuntivo '08: disavanzo di 18 milioni. Preventivo: disavanzo di 162.8 milioni. Le reazioni dei presidenti

Il Consiglio di Stato ticinese ha preso atto nella seduta odierna della stima relativa alla chiusura del Consuntivo 2008 del Cantone, sulla base dei dati raccolti dal Dipartimento finanze e economia. Secondo le situazioni contabili relative ai primi 8 mesi dell'anno, si stima che il 2008 chiuderà con un disavanzo d'esercizio di 18 milioni di franchi. A preventivo figurava un disavanzo di 162.8 milioni di franchi. Si stima pertanto un miglioramento di 144.8 milioni di franchi.

L'autofinanziamento si fissa a 197.2 milioni di franchi (preventivo 54.2 milioni di franchi). Il miglioramento è dovuto a entrate correnti superiori al previsto (+121.9 milioni di franchi), come pure a minori uscite correnti, che sono stimate sulla base dei dati oggi disponibili a - 21.1 milioni di franchi rispetto ai dati di preventivo; gli ammortamenti presentano una stima di 1.8 milioni di franchi inferiore al preventivo.

Finanziaria: possibile un ridimensionamento

"Questa mattina - ci spiega il presidente del Governo Marco Borradori - il Consiglio di Stato ha preso atto con molta soddisfazione, dei risultati del preconsuntivo 2008; risultati decisamente migliori di quanto preventivato. Questo risultato è anche il frutto degli sforzi di contenimento e di razionalizzazione dell'apparato amministrativo che è stato messo in atto dal Governo negli scorsi anni".

"Il Consiglio di Stato - aggiunge Borradori - si è dato 10-15 giorni di tempo per esaminare la bozza di messaggio che c'è stata consegnata proprio questa mattina dal DFE e per valutare se, e in che misura, i risultati del preconsuntivo 2008 avranno un’influenza sulla manovra di risanamento finanziario".

A questo punto ci si può insomma chiedere, anche alla luce delle diverse bocciature giunte da più parti, se la Finanziaria 2008-2011 ha ancora un senso o se non debba essere ridimensionata.

Le reazioni dei presidenti

"La manovra finanziaria è morta e sepolta", taglia corto il leader leghista Giuliano Bignasca.
 
Giovanni Jelmini si dice sollevato dai risultati confortanti del probabile Consuntivo 2008. "Era prevedibile un risultato migliore rispetto a quello preventivato - aggiunge il presidente del PPD - ma non si pensava al quasi pareggio dei conti". A questo punto per Jelmini la manovra finanziaria cosi come prospettata dal Governo deve essere ritirata. "Il governo – dichiara- deve abbandonare l’idea di chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini alle famiglie e alle imprese; e deve finalmente lavorare sul fronte della revisione dei compiti e della riorganizzazione dell’amministrazione pubblica. Alla luce di questi risultati - e cosi termina Jelmini - auspichiamo che quest’anno venga riconosciuto ai dipendenti il rincaro integrale".

"È un risultato rallegrante - commenta Giovanni Merlini - frutto di una felice combinazione di due fattori: il primo è legato agli anni di buona congiuntura economica. "In effetti - aggiunge il presidente del partitone - una buona parte del risultato è determinato dalle sopravvenienze del gettito fiscale relative agli anni 2004-2007". Sempre stando a Merlini, il secondo fattore che ha reso possibile un tale pre-consuntivo è da mettere in relazione alla manovra finanziaria adottata dal Gran Consiglio nell’ambito del Preventivo 2005. "Nonostante ciò - aggiunge Merlini - una manovra di risanamento che ci permetta di superare definitivamente il disavanzo strutturale di esercizio rimane necessaria. La manovra da 200 milioni? Domandiamo noi. Visti i risultati andrà alleggerita, risponde Merlini, ma sempre meglio mettere fieno in cascina".

"È una buona notizia - commenta il presidente del PS Manuele Bertoli - che si fonda soprattutto sulle maggiori entrate del periodo 2004-2007. Periodo di buona congiuntura e soprattutto durante il quale era in vigore l’accordo tra PS, PLR e PPD che prevedeva anche maggiori entrate. Quindi non sorprende che questo “patto” abbia dato i suoi frutti. Un’operazione contro la quale la destra aveva lanciato un referendum che poi aveva perso. A questo punto la manovra dovrà essere fatta però dovrà essere sicuramente meno ingente di quella prevista. In altre parole non bisognerà andare a schiacciare troppi piedi. Per noi è essenziale che qualsiasi operazione la si faccia in maniera simmetrica. Con questi numeri inoltre sia impensabile chiedere altri sacrifici al personale che sono ormai tanti anni che fa sacrifici".



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