La meditazione può aiutare a rallentare il decorso dell'Hiv/Aids, fernando l'inesorabile declino del numero di cellule immunitarie che sono il bersaglio diretto del virus Hiv, ovvero i linfociti T CD 4+. La scoperta si deve a uno studio pubblicato sulla rivista "Brain, Behavior, and Immunity" e condotto da ricercatori dell'Università di Los Angeles.
La meditazione rivelatasi "efficace", soprattutto in condizioni di stress, è la cosiddetta "mindfulness" che consiste nel concentrarsi sul presente evitando di pensare a passato e futuro. Gli esperti hanno coinvolto in una sperimentazione di otto settimane 48 sieropositivi e ad alcuni di loro hanno chiesto di frequentare classi di meditazione mindfulness, gli altri che invece non facevano meditazione sono assimilabili a un gruppo placebo.
Nelle otto settimane, spiega David Creswell che ha condotto lo studio, coloro che avevano partecipato ai gruppi di meditazione non hanno mostrato alcuna riduzione delle cellule immunitarie CD 4+, viceversa nello stesso arco di tempo queste sono risultate ridotte nel sangue del gruppo placebo. Inoltre è emerso un effetto dose-dipendente, ovvero il numero di sedute di meditazione svolto è risultato proporzionale agli effetti positivi contro il decorso del male.
Probabilmente, ipotizza Creswell, è l'effetto antistress della meditazione a produrre questi risultati. "Se confermati su un maggior numero di pazienti - conclude Creswell - allora si potrebbe pensare alla meditazione come a una terapia complementare da abbinare ai farmaci antiretrovirali".
ATS
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