SVIZZERA | 09.01.2008 | 10:41
 
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Chiese ufficiali: sempre meno membri

A livello svizzero la quota degli atei si attesta all'11%, con tendenza al rialzo soprattutto nelle città e negli agglomerati

Sempre meno persone in Svizzera sono membri di una Chiesa ufficiale. Ciò è dovuto soprattutto all'aumento dell'immigrazione e all'uscita dalle Chiese, un fenomeno, quest'ultimo, più marcato tra gli evangelici riformati che tra i cattolici. Parallelamente si registra un inasprimento della penuria di preti.

È quanto emerge dal rapporto "Chiesa cattolica in Svizzera: cifre - fatti - evoluzioni; 1996-2005" dell'Istituto svizzero di sociologia pastorale (SPI) di San Gallo pubblicato oggi. In base allo studio, che analizza la situazione delle due Chiese ufficiali, quella evangelica riformata risente maggiormente del calo dei membri che quella cattolico-romana. In quest'ultima le uscite vengono infatti parzialmente compensate dall'entrata di immigranti da paesi cattolici.

Tendenzialmente la diminuzione degli affiliati è più forte nelle città che in campagna. Sopra la media è la regressione in entrambe le Chiese del canton Basilea Città, ossia oltre il 50% tra il 1970 e il 2000. Da notare anche che, ad eccezione di Berna, in tutti i grandi cantoni riformati come Zurigo e Ginevra oggi vivono più cattolici che protestanti. A livello svizzero la quota degli atei si attesta all'11%, con tendenza al rialzo soprattutto nelle città e negli agglomerati.


ATS



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