SPORT GDP | 17.12.2012 | 12:00
 
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"Andermatt non è il solo"

di Pietro Filippini

Gabriele Giulini, foto CdT Demaldi

Chi si aspettava l’annuncio ufficiale rimarrà deluso: il Bellinzona non ha ancora un nuovo allenatore. Nemmeno l’incontro avvenuto sabato a Milano fra il presidente dei granata Gabriele Giulini e Martin Andermatt, il nome più caldo per la successione di Gabriele, ha portato al tanto atteso “sì”. Una risposta positiva in cui forse sperava lo stesso Giulini, che si era dato il weekend per riflettere – o meglio, per cercare di affondare il colpo – prima di rivelare il nome del prossimo timoniere.
Così invece non è stato, come ci ha confermato lo stesso presidente dell’ACB: «La fumata bianca non è arrivata. Ci siamo però ripromessi di sentirci ancora nei prossimi giorni. La palla comunque non è passata solo ad Andermatt; anche noi come società stiamo valutando la situazione attentamente». Niente stretta di mano (metaforica) dunque, anche se il colloquio avuto fra le parti ha comunque portato a un passo avanti: se Giulini nei giorni scorsi aveva già aperto a un «scordiamoci il passato», ora sembrerebbe anche da parte di Andermatt le schermaglie dello scorso giugno siano ormai alle spalle. «Abbiamo appianato le incomprensioni che si erano venute a creare in passato – ci ha spiegato il numero uno dei granata – Alla fine dello scorso campionato non fu possibile, adesso invece ci siamo capiti. Come si suol dire, ogni cosa a suo tempo. Resta il fatto che c’è stato un chiarimento e oggi posso dire che c’è un dialogo migliore».
A questo punto verrebbe da dire che sia un peccato che questo confronto ci sia stato già sei mesi fa, quando le due strade si erano poi divise. Visto soprattutto quanto successo in questa prima parte di campionato, dove la conduzione tecnica del Bellinzona è passata di mano in mano, senza che venisse trovato l’allenatore giusto che soddisfacesse dirigenza, giocatori e tifoseria. «Per quanto riguarda i risultati non si può certo dire che siano stati gettati al vento questi primi mesi: siamo a due punti dalla vetta del campionato dopotutto, situazione ben migliore rispetto alla fine dell’andata della scorsa stagione (sempre secondi, ma a -9 dal leader San Gallo, ndr). Sulla scelta degli allenatori mi prendo invece le mie responsabilità; succede, ma chi in fondo non sbaglia mai?».
Amici come prima, quindi cosa separa ancora Martin Andermatt dal suo ritorno sotto i castelli? «La nostra non è la sola offerta che ha sul tavolo – ha precisato Giulini – E inoltre non è l’unico candidato. In settimana parlerò con altri papabili, che potrebbero essere svizzeri o ticinesi, come pure stranieri». Relativamente ad Andermatt si prospetta però un ruolo che andrebbe al di là della sola conduzione in panchina, una posizione più da “manager” all’inglese. «Ripeto: è uno dei candidati, sullo stesso piano degli altri. E, almeno in un primo tempo, il compito del nuovo allenatore sarà, come spiegato anche ad Andermatt, solo uno e chiaro: portarci quest’anno in Super League».



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