Foto CdT
Un bel decolleté che fa discutere. Stiamo parlando dei manifesti che pubblicizzano la stagione 2012/2013 di “Lugano in scena”, la rassegna teatrale luganese.
Un manifesto che non piace a tutti. Renato Reichlin, direttore della manifestazione, sta ricevendo lettere di protesta da parti di chi reputa “sessista” questa campagna promozionale.
A capo della protesta il gruppo DAISI-Donne Amnesty International della Svizzera italiana. Nella lettera inviata a Reichlin si legge che l’immagine è “una manipolazione denigratoria ai danni della donna e della cultura in senso ampio”. Per inciso l’immagine è tratta da una delle offerte in programma “Les liaisons dengereuses”. La scelta di questa immagine sarebbe, secondo DAISI “arbitraria ed intenzionale tra i molti spettacoli in agenda”.
Renato Reichlin difende la sua scelta. Infatti secondo lui l’immagine è “ricca di segni di connotazione” riferiti al teatro. Il corpetto settecentesco, il ventaglio, il rivolo di sangue, le unghie appuntite nere sono tutti segni caratteristici di temi e opere che si possono ritrovare nell’offerta teatrale proposta.
“L’accusa di sessismo – dice Reichlin – mi sembra un po’ superficiale ed espressione di una pruderie d’altri tempi. Lugano in scena ha una ben altra considerazione del pubblico”.
Una cosa è certa: questo manifesto attira l'attenzione. E questo alla fine, è quello che conta.
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