SPORT GDP | 06.09.2012 | 12:00
 
-   +
 
 
Invia Invia
 

Streit:"Priorità Berna e ZSC"

Marc Streit presto di nuovo in Svizzera?

islanders.nhl.com

Questa domenica Mark Streit prenderà il volo verso New York, sì, ma il suo soggiorno nella Grande Mela potrebbe essere di breve durata, perché la minaccia del lockout aleggia tuttora sopra la NHL. Il difensore degli Islanders farebbe allora volentieri ritorno in Svizzera. Destinazione? Senza dubbio Berna o Zurigo. Il rischio che i proprietari delle franchigie NHL e l’Associazione dei giocatori professionisti (NHLPA) non trovino un’intesa entro il 15 settembre – quando scadrà il contratto collettivo in vigore – è reale. In questo caso verrebbe allora decretata la sospensione del campionato, che si protrarrà fino a quando le due parti non raggiungeranno un accordo. Un tale scenario provocherebbe immancabilmente un esodo di massa delle stelle del Nord America verso le leghe europee. E fra queste, Mark Streit troverà di certo una sistemazione nel campionato svizzero. «Ma la priorità va al Berna e ai Lions», afferma il capitano della nazionale rossocrociata non ché degli “Isles”, che nel club della capitale si è formato e nelle fila degli ZSC ha militato per cinque stagioni (2000-2005). Streit ammette comunque di non aver ancora preso una decisione, in particolare perché restano ancora da regolare alcune questioni assicurative. «Ho ancora tempo, non serve a niente essere precipitosi», osserva il 34enne difensore, che si prenderà tempo fino all’11 o il 12 di settembre per chiarirsi le idee riguardo al suo inizio di stagione. Per ora, si rifiuta di azzardare un pronostico circa l’inizio del campionato di NHL, previsto per l’11 ottobre. «Non si può sapere, perché tutto può andare molto velocemente nel raggiungimento di un accordo». Ad ogni buon conto, il lockout appare attualmente come lo scenario più probabile, considerato quanto sono lontane fra di loro le rivendicazioni di proprietari e giocatori. Malgrado una cifra d’affari record di 3,3 miliardi di dollari (3,5 miliardi di franchi svizzeri) realizzata nella stagione 2011/12, i proprietari desideravano inizialmente ridurre i redditi accordati ai giocatori dal 57% al 43%. Proposta che, come era del resto prevedibile, questi ultimi hanno rifiutato. Si è quindi cercato di scendere a compromessi, su entrambi i fronti, ma al momento le parti sono ancora troppo lontane fra di loro per sperare che un accordo venga effettivamente raggiunto. In caso di lockout, i giocatori della lega più prestigiosa del pianeta si ritroverebbero liberi da qualsiasi vincolo contrattuale, proprio come accaduto nella stagione 2004/05, quando la stagione di NHL era stata annullata tout-court. «Sette anni fa, noi, i giocatori, avevamo rinunciato a molti soldi accettando l’introduzione di un tetto salariale – spiega Streit – E visto che, in questi ultimi anni, la cifra d’affari della lega ha preso il volo non trovo giusto che si venga a battere cassa dai giocatori». La NHLPA si è fatta avanti proponendo una suddivisione dei redditi più equa, tra le franchigie ricche e quelle più modeste, offrendo addirittura alle seconde di associarsi con i giocatori per una lotta comune. Una proposta che, tuttavia, è rimasta inascoltata.
Se ad uscire vincitori dal braccio di ferro di sette anni fa sono stati i proprietari, questa volta potrebbe andare diversamente. La “colpa” è tutta della tenacia di Donald Fehr, direttore dell’associazione dei giocatori. «Penso che stavolta siamo sostenuti molto meglio rispetto all’ultimo lockout», dichiara il difensore dei New York Islanders, che non risparmia gli elogi sul lavoro del suo rappresentante: «È un professionista, sin nei minimi dettagli». Alla testa nientemeno che della lega maggiore di baseball tra il 1986 e il 2009, Fehr è forte di un’enorme esperienza. «Ha una grande personalità, si esprime molto bene e possiede un ottimo fiuto – afferma il capitano della nostra nazionale – La comunicazione tra l’associazione e noi giocatori funziona molto meglio che non in passato. Con Fehr siamo in ottime mani». Quest’estate, Streit avrebbe potuto giocare un ruolo attivo in seno alla NHLPA ma ha preferito prendersi delle vacanze, dopo i Mondiali. Poi, a inizio giugno, ha ripreso gli allenamenti in compagnia di Roman Josi e Yannick Weber, altri due difensori rossocrociati impegnati in Nord America. «È più facile se ci si allena assieme e ne abbiamo approfittato tutti e tre», commenta Streit, che dal canto suo ha completato la sua preparazione praticando svariate attività come la yoga, la boxe o, ancora, il tennis. Al termine della stagione 2012/13, il difensore maglia numero 2 vedrà scadere il contratto che lo lega con il club di Long Island. Per Streit si tratterà dunque di negoziare un (forse ultimo) nuovo contratto, perché no, di lunga durata. Ancora con la stessa maglia? «Qui ho un ruolo importante», sottolinea, senza comunque escludere di sondare il mercato. «La mia priorità sarà di giocare per una squadra competitiva: io voglio disputare i playoff». Un obiettivo condiviso senza ombra di dubbio anche dalla franchigia newyorchese, che rincorre la fase finale del torneo dal 2007. Con in previsione un trasloco verso una nuova struttura a Brooklyn, gli Islanders punteranno di certo sul loro navigato capitano per tornare a festeggiare come si deve.



>>> Blogga l'articolo



 
 
 

cerca
collegamenti
Gazzetta.it

Tuttomercatoweb.com

Ansa.it - Sport