MUSICA | 14.08.2012 | 10:04
 
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Jovanotti: in america per rappare!

"Ho voglia di crescere...significa rimettere in gioco tutto. Ripartire da zero"

Nel corso di un'intervista rilasciata a Gino Castaldo per Repubblica, Jovanotti chiarisce ulteriormente il senso della trasferta americana che il prossimo inverno lo vedrà trasferirsi a New York per una serie di date nei club di tutta la east coast - ideale seguito dell'escursione appena conclusa sulla costa ovest degli USA.

"Di sicuro non vado alla conquista dell'America: l'idea mi imbarazza, non vado a prendere l'Oscar o le copertine dei giornali. È una cosa piccola che abbiamo costruito negli anni, suonando nei club, dove all'inizio venivano solo italiani", ha spiegato Lorenzo: "Io in fondo nasco proprio qui, perché vengo dal rap. Meglio, diciamo che se a un certo punto della vita non avessi ascoltato i Beastie Boys, molto probabilmente avrei fatto tutt'altro (...) Ho voglia di crescere, di imparare cose nuove (...) La mia famiglia rimarrà a New York e io andrò in giro a suonare dovunque posso, voglio fare il mio mestiere, espandermi, anche umanamente, voglio infilare le mani in quella che è l'origine del mio lavoro. In Italia non mi sarebbe concesso arrivare come un anonimo in un locale e fare un deejay set. Qui lo posso fare, e devo misurarmi senza rete, senza contare sul successo. Anche cantare un pezzo che magari in Italia è un successo pazzesco e in America non lo conosce nessuno, è strano, ma elettrizzante, significa rimettere in gioco tutto. Ripartire da zero".

Sul finire dell'intervento, un veloce commento su Italia loves Emilia, manifestazione benefica che il prossimo 22 settembre porterà al Campovolo di Reggio Emilia i nomi più grande del panorama musicale italiano: "Quando mi ha chiamato Ligabue gli ho detto sì, senza neanche sapere quando. È l'unica resistenza che possiamo fare, cercare di far nascere delle cose belle quando ne succede una brutta".





 
 
 
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