Tra una merendina e l'altra inciampo sul blog del Corriede della Sera on line e leggo quanto segue: " È qualcosa che succede con una regolarità stupefacente. Ogni volta che mi trovo in un nuovo ambiente di lavoro, tempo qualche giorno, comincio a ricevere avances da marpioni anzianotti decisamente fuori target per me che oggi ho 28 anni. Questo mi succede fin dai primi stage che ho fatto appena passati i vent’anni. È matematico: tra il trentenne, il trentacinquenne e il quarantenne sarà di sicuro il cinquantacinquenne a provarci.
Fatto sta che quando hai 55 anni non hai più niente da perdere. Questa è la risposta che mi sono data. Con uno o più matrimoni falliti alle spalle forse si pensa di conoscerle le donne e certo non ci si fa intimidire dalla 28enne di turno (ma chi si crede?). Forse sotto c’è un ego alimentato da anni di successi lavorativi e solitudine.
Quello che continuo a non capire, però, è come si possa pensare che un uomo di quell’età (francamente neanche ben tenuto) possa pensare di risultare attraente per una come me. Non che l’aspetto esteriore sia fondamentale, non che sia una fotomodella, ma a tutto c’è un limite, ne va anche della mia autostima. Perché dovrebbe interessarmi avere una relazione, una scappatella, un bacino, un amore cerebrale, cerebroleso o qualsiasi altra cosa con uno che potrebbe essere il padre della mia migliore amica? E a loro non fa impressione provarci con una che potrebbe essere tranquillamente la fidanzata del loro figlio più grande?".
>>> Blogga l'articolo